GRECIA – GERMANIA: il derby di domenica ad Atene

grecia-germaniaAllora. Domenica derby Germania – Grecia. Bene. Solo che ci andiamo di mezzo tutti, in tutto il mondo. Chi sono i cattivi? Tutti, come sempre. Se c’è una crisi di queste dimensioni vuol dire che bene non si è comportato nessuno. Andiamo per ordine.

LE SQUADRE IN CAMPO

GRECIA: un paese che dopo aver creato la cultura umana ha scoperto di non avere risorse economiche di alcun tipo. Ha falsificato i conti per entrare in Europa, ha simulato una crescita economica fasulla per un decennio continuando a falsificare i conti, chiedere soldi, non restituirli, e tenere buona la popolazione di un paese improduttivo con uno welfare eccessivo. Insomma il motto della squadra è: I PROBLEMI SI SCANSANO, CI PENSERANNO GLI ALTRI.

GERMANIA: dopo aver fatto partire un guerra mondiale con una dittatura folle, ha salvato il bottino di guerra in paradisi fiscali, lo hai poi usato per avere la miglior crescita economica d’Europa fingendosi poveri perché ufficialmente sconfitti e grandi lavoratori perché dopo la sconfitta si sono “rialzati”. Debiti di guerra? Mai pagati se non in parte ridicola. Il motto della squadra: I PROBLEMI SI CREANO E POI SE NE DA LA COLPA AGLI ALTRI.

GLI SPONSORS

AMERICA: all’America ha sempre fatto comodo l’Europa, ma non ha mai avuto il coraggio e la fermezza sufficenti ad aiutarla attivamente. Senza Europa il potere della Russia sarebbe immenso, ma la Casa Bianca ha problemi più seri come la crisi interna e le lobbies che fanno il diavolo a quattro. La loro speranza è che la Germania metta la testa apposto e non crei una rottura, ma è evidente che le speranze non bastano, dovrebbero scendere in campo. Ma in nome di una “libertà delle nazioni” che è solo incuria delle colonie, si limitano a inutili proclami.

RUSSIA: la Russia ha perso la guerra fredda, ma non si è mai persa d’animo, e se c’è un paese culturalmente forte e spaventoso, beh, è la Russia. Aspetta solo che la debolezza democratica degli Stati Uniti e quella dell’Europa le regalino l’accesso al mediterraneo e con esso la possibilità di entrare in Africa e armare per davvero quei terroristi giocattolo con cui l’America ha sempre giocato e magari aprire anche un secondo fronte di guerra fredda con la Cina, con cui già si guardano male verso la Mongolia e che sta silenziosamente conquistando l’Africa sudorientale.

LA TIFOSERIA

La nazionale azzurra, dopo il grande calcio del dopo guerra, si distingue come sempre per i suoi palesi autogoals e per la sua incapacità di analisi, di strategia e di gioco che già ci hanno regalato tante umiliazioni coi paesi dell’est in campo (e non solo). Il capo della tifoseria, detto “il Firenze”, parteggia per chi gli da il pane ma non ha ancora capito bene se il pane viene da Berlino o da Washington e quindi non sa che posizione prendere. I tifosi invece si dividono come sempre e se le danno immancabilmente fra di loro. Da un lato i montiani, economisti, professori, che stanno con l’Euro a tutti i costi senza capire che un moneta serve per dare il pane e non il pane per dare una moneta e che quindi se una moneta non da il pane va cambiata o fatta fuori. Dall’altro i pentastellati che fanno il tifo per Putin come fosse un capocannoniere e non hanno ancora capito che è solo una delle scritte sule maglie dei giocatori e che quindi la sua vittoria o la sua sconfitta non cambierebbero minimamente le regole del calcio.

Di certo, queste, sono cose che fanno MOLTO male al calcio 😦

Guido G. Gattai

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