Sotto scacco

Questo film è il tentativo di ricostruire storicamente sulla base di testimonianze e documenti, il mai compiuto passaggio dalla prima alla cosidetta seconda Repubblica in Italia”: così si apre il film Sotto scacco di Marco Lillo e Udo Gumpel, presentato per la prima volta nel giugno del 2010.
Ovviamente questo tentativo rimette in fila una lunga serie di dati che, come afferma Marco Travaglio all’inizio del film, se vengono analizzati nella loro semplice cronologia risultano oggi più chiari di quanto si potrebbe immaginare. Si parte naturalmente dal 30 gennaio del 1992, quando la Corte di Cassazione conferma le condanne ai boss di Cosa Nostra seguite al Maxi Processo: 19 ergastoli e 2.600 anni carcere.
A questa inaspettata condanna seguirono come tutti sanno, le morti di Salvo Lima e Ignazio Salvo, garanti di un equilibrio politico che in Sicilia aveva come controparte la mafia.
Un equilibrio che aveva come figura ultima di riferimento politico Giulio Andreotti, che dopo il duplice omicidio non andrà più in Sicilia. Al posto di Andreotti verrà ucciso Giovanni Falcone il giorno stesso dell’elezione del Presidente della repubblica, che per esplicito accordo politico, avrebbe dovuto essere Andreotti stesso.
maxresdefaultSi apre in questo modo, riassunto molto schematicamente, la trattativa Stato-Mafia. Cosa Nostra ha in mano una lista di nomi di politici da eliminare (Martelli, Vizzini, Mannino e altri): questo elenco verrà cestinato però perchè arrivò un imput a Riina secondo il quale era urgente eliminare Paolo Borsellino, venuto a conoscenza dei contatti tra il Ros dei Carabinieri e la mafia.
Borsellino essendo Procuatore Aggiunto a Palermo avrebbe avuto tutti gli strumenti per incriminare coloro che avevano permesso e avviato la trattativa, avvenuta inizialmente attraverso Vito Ciancimino allora sindaco di Palermo, che ricevette il famoso papello con le dodici richieste di Riina, che furono proposte in cambio della fine delle stragi.
Tutta questa prima parte della storia della trattativa avviene naturalmente mentre infuria Tangentopoli e l’Italia comincia a trovarsi in difficoltà molto serie: una vecchia classe politica sta affondando e non si vede ancora l’emergere di un nuovo equilibrio.
Questo rinnovamento avverrà prima per tentativi in sicilia (il partito Sicilia Libera, fondato dai Graviano, Brusca e Bagarella), poi in modo assai più articolato con l’azione di Marcello dell’Utri creatore di un nuovo partito di scala nazionale.
Una migliore ricostruzione dello svolgimento complessivo dei fatti seguiti a questi primi momenti della trattativa è oggi possibile grazie alle dichiarazioni di Massimo Ciamcimino, figlio di Vito, e di Gaspare Spatuzza, il killer che materialmente compì la strage di via D’Amelio: alle loro dichiarazioni è seguita una completa riscrittura della trattativa e della strage di via D’Amelio.
Da qui, dalle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, comincia questo film d’inchiesta di Lillo e Gumpel che vede la presenza di molti dei protagonisti dell’epoca: Gaspare Mutolo, Claudio Martelli, Giuseppe Ayala, Salvatore Borsellino, Massimo Ciancimino e molti altri che contribuiscono a delineare una ricostruzione molto più credibile di quella che era diffusa e creduta precedentemente.
Una fittissima trama di rapporti personali che coinvolgono personaggi noti e meno noti del mondo politico, imprenditoriale, istituzionale trova in questo film una chiarificazione e un suo punto di equilibrio.
Da una prospettiva generale le parole finali del pentito catanese Maurizio Avola sono semplici e definitive: dopo la trattativa seguita immediatamente alle stragi “Cosa Nostra ha fatto le sue richieste, da quello che mi ricordo io voleva togliere Pianosa; c’è riuscita benissimo, non esiste più Pianosa, allentare il 41 bis e che so io l’hanno allentato tantissimo, togliere il vetro [il vetro di separazione tra detenuti e familiari utilizzato all’interno delle carceri durante le visite n.d.A] perchè non si può crescere un bambino tra un vetro e l’altro, non esiste… Cambiare questa faccia all’Italia … finiva la democrazia.”
La strategia delle bombe ha dato quindi in effetti alcuni risultati politici, tra cui anche il cambiamento della legge sui collaboratori di giustizia approvata nel 2001, che ha reso molto poco vantaggiosa la collaborazione stessa.
La prospettiva è però cambiata negli anni: grazie alle dichiarazioni dei pentiti si è riusciti ad arrivare molto più in avanti rispetto al passato nell’accertamento della verità.
Resta il silenzio o la parzialità delle dichiarazioni degli uomini dello Stato, alcuni dei quali hanno ritrovato la memoria a distanza di tanto tempo, e solo dopo le dichiarazioni dei pentiti e compiendo ricostruzioni di una fragilità incredibile (è questo in particolare il caso di Antonio Mancino, ma anche di altri).
Questo diverso livello di responsabilità, tutto politico-istituzionale è indagato in altre opere, tra cui bellissimo è lo spettacolo di Marco Travaglio E’ stato la Mafia del 2013.
Questo film rispetto a quello spettacolo è un po’ il tassello iniziale, da cui partono molte cose; realizzato molto bene e costruito con un ricco incastro di dichiarazioni ed interviste recenti e passate, Sotto scacco è decisamente un film consigliabile.

Giovanni Pancani

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Un commento

  1. E’ possibile certo fare molte congetture che poi sia così certo farle diventare storia contemporanea quando non si riesce ancora a fare storia contemporanea seria sulla seconda guerra mondiale ce ne vuole!! Ci sono molte ipotesi, algoritimi mentali e pseudoromazeschi più o meno forse lontanamente plausibili ma il fatto che vengano espressi con questo livelli di convinzione e certezza ha veramente dell’incredibile!! Una arroganza che non si smentisce veramente mai e che costruisce una figura di giornalista
    sulla quale forse è necessario interrogarsi, anche sul fatto se valga la pena di starlo a sentire!!!

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