Ma chi ve lo fa fare!?

11694743_996378817068889_5771640229264326772_nHo, insieme ad altri, la strana abitudine di distribuire un giornale gratuito senza segni né politici né religiosi davanti alle scuole di Firenze. Alla fine di una di queste distribuzioni, un ragazzo davanti al liceo Machiavelli in centro storico a Firenze, chiacchierando tranquillamente, mi chiede: “sì, ma voi cosa ci guadagnate economicamente?“.
Ovviamente ha ragione: di solito le persone, soprattutto dopo i 30 anni, non fanno niente senza un tornaconto economico.
E noi?
Lì per lì gli farfuglio qualcosa sul fatto che io sono consulente filosofico e il giornale comunque rimanda anche alla mia pagina, poi qualcos’altro sul fatto che ci sono degli sponsors che ci aiutano ad andare avanti… tutto vero. Ma non spiega molto.
Punto G fa 8 numeri all’anno, da ottobre a giugno, 3.600 copie l’uno ed è in rimessa di almeno 200 € euro al mese. Il FilosoFestival, che organizziamo dal 2006, ci costa circa 1500 € in media ogni anno. Siamo in brutale passivo, dobbiamo ammetterlo. Chi ce lo fa fare?
10635730_851313241575448_2735351994869929160_nCi sono persone che fanno snorkeling oppure bungee jumping, alcuni collezionano francobolli e altri vanno a cavallo, la nostra passione invece è diffondere il senso critico, seminare libero pensiero, sostenere l’attività mentale. È il nostro hobby, se volete. Ci sono persone che spendono migliaia di euro all’anno in viaggi o sport, noi spendiamo i nostri soldi e il nostro tempo così.
Ma anche questo… non è tutto. Questo ancora non spiega le ore di lavoro davanti ai computers, a scrivere, ad impaginare, e poi le ore spese a telefonare, organizzare, svegliarsi presto per arrivare a distribuire prima del suono della campanella… La verità è che ci sentiamo soli. Che siamo infelici per colpa di un tempo che soffoca i nostri sogni, omologa i nostri progetti e addormenta le nostre emozioni. La verità è che crediamo che solo diffondendo felicità potremo essere felici.
Ma cosa c’entrano il senso critico, il libero pensiero, e l’attività mentale con la felicità? E poi… si può essere felici proprio tutti tutti? No. Non si può rendere felice tutta l’umanità. Però ognuno può fare quello che sa e può fare. Il nostro blog, il nostro festival e il nostro giornale sono quello che sappiamo e riusciamo a fare noi, poco importa se è tanto o se è poco. La cosa più importante è fare quel che si può. Per due ragioni: innanzitutto fare quello che puoi ti tiene in allenamento, e poi aver già fatto qualcosa ti incoraggia ad andare avanti. Come quando alle 10 di sera ti mancano solo due pagine da studiare: stringi i denti e ce la fai. Ma se non hai ancora aperto libro è più facile che tu vada a letto pensando “vabbé, tanto ormai…”.
1618539_716438328396274_849847349_nRispondendo all’ultima domanda: cosa c’entrano il senso critico, il libero pensiero, e l’attività mentale con la felicità? Di solito si pensa “gli idioti son felici, i saggi sono tristi”. Secondo noi questo è vero solo nelle poesie decadenti e nel teatro romantico. Nella realtà nei paesi dove sono diffusi il senso critico, il libero pensiero, l’attività mentale, si sconfiggono malattie, si affrontano meglio le relazioni sentimentali, si risolvono i problemi politici e sociali, mentre nei paesi in cui il cittadino vive tristemente omologato ad un solo modello dominante e pensa solo quello che il pensiero dominante vuol fargli pensare ogni piccolo problema diventa insuperabile, si muore di più, si soffre di più, nascono problemi là dove prima non ce n’erano e i grandi problemi, invece di essere risolti, vengono lasciati crescere fino a diventare catastrofi.
Noi sognamo – no, non sognamo, noi facciamo, quello che possiamo lo facciamo, non sogniamo niente, siamo degli artigiani, dei contadini della cultura, non dei teorici sognatori – ecco quello che facciamo è questo: coltiviamo il senso critico, il libero pensiero, l’attività mentale. Se c’è un buon raccolto bene, se il raccolto è magro pazienza. In ogni caso il raccolto non è forse mai immenso, ma qualcosina alla fine spunta sempre.

Questo è quello che crediamo.
Per questo ci trovate su facebook, sul web o davanti a scuola.
Per questa passione qui.

Guido G. Gattai

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