KOBANE CALLING

Kobane Calling è il fumetto che l’autore Michele Rech, in arte Zerocalcare, ha scritto tra il 2015 e il 2016, in seguito al suo viaggio al confine tra Turchia e Siria, con questa opera Zerocalcare racconta la sua esperienza tra i difensori curdi del Rojava sottoforma di fumetto.
Zerocalacre nasce ad Arezzo nel 1983 e passa parte della sua infanzia in Francia, torna poi ad abitare a Roma, nel quartiere di Rebibbia al quale è molto legato e frequenta il liceo francese di Roma.
Inizia la sua carriera da fumettista facendo degli schizzi delle giornate del G8 di Genova del luglio del 2001 e nel 2001 con il titolo di A.F.A.B. viene pubblicato un fumetto della sua esperienza al G8. Nello stesso anno pubblica anche “La profezia dell’armadillo”, il suo primo albo a fumetti, che riscuote un grande successo in pochissimo tempo.
A novembre del 2014 Zerocalcare decide di intraprendere un viaggio fino a Mehser, una piccola città a qualche chilometro da Kobane (città assediata dalla Stato Islamico), che si trova nella parte turca del confine tra Turchia e Siria.
A luglio 2015, dopo la liberazione di Kobane, Zerocalacre torna in una zona di resistenza curda partendo questa volta da Erbil, in Iraq, per poi entrare nel cantone di Cizre in Siria e arrivare anche fino alla stessa Kobane.
Da questi due viaggi nasce il fumetto “Kobane calling”, un fumetto autobiografico e politico che vuole far vedere e capire a tutti ciò che Zerocalcare ha visto con i propri occhi, è un invito ad accorgersi di come le cose non sono sempre come ci vengono descritte dai giornali.
Proprio per cercare di farsi un’idea propria Zerocalcare decide di staccarsi da tutte le sue abitudini, i suoi videogiochi, i sui plumcake e la sua Rebibbia per andare al confine turco-siriano. Non parte tanto per scriverci un libro, ma perché sente che quello è il posto in cui bisogna stare in questo momento, sente che è quello il posto dove si stanno giocando le sorti dell’umanità, quello è il centro del mondo. E’ proprio la regione del Rojava (non ufficialmente riconosciuta da parte del governo siriano) il luogo che i curdi stanno provando a riorganizzare e governare seguendo principi che si basano su emancipazione femminile, libertà religiosa e tutela dell’ambiente.
Durante tutto il fumetto Zerocalcare è accompagnato, oltre che dai suoi amici, da altri due personaggi: un armadillo e un mammut.
Il primo rappresenta in parte la coscienza e in parte il carattere pigro dell’autore, mentre il mammut di Rebibbia è il simbolo dell’appartenenza di Zerocalcare al suo quartiere e dà sfogo anche alla mancanza della sua vita quotidiana che l’autore sentente.
Lungo questi due viaggi Zerocalcare incontra dei personaggi molto forti che lo colpiscono profondamente per le loro storie di violenze e persecuzioni e incontra anche moltissime donne che combattono e aiutano la resistenza in vari modi.
Devo dire che non sono mai stata un’amante dei fumetti e prima di iniziare a leggere questo ero quasi un po’ scettica, invece mi è piaciuto dall’inizio alla fine, l’ho trovato un modo per avvicinarsi a Kobane e al Rojava e finalmente ora ho la sensazione di averci capito qualcosa di più.
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