I piaceri della carne… inquinano

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Avete subito pensato: lo so, i preservativi usati sono una piaga. E invece no. Cioè, sì, forse, non so, insomma… non volevo parlare di questo, ok!? Maniaci! Mi riferivo al salame, alla salsiccia, ai prosciutti… (oh, basta con questi doppi sensi!) insomma al fatto che da McDonald a Burgy, dal Kentuky Friend Chicken al paninaro all’angolo quasi tutti noi appena mettono il musetto fuori casa mangiano esclusivamente carne. E anche a casa non sono molti quelli che si limitano. Certo, gli americani fanno ben peggio di quello che possiamo fare noi. Mangiano hamburgers e hot dogs come fossero noccioline e fanno giorni interi di barbecue.

Vero. Ma non crediate che noi scherziamo, riguardo al settore.

Jeremy Rifkin, il signore che ha scritto l’articolo che ha aperto la discussione sull’inquinamento prodotto dai “carnivori”, ha preso i suoi dati da un rapporto della FAO (che è un’organizzazione delle Nazioni Unite, cioè si parla di 119 paesi tra cui anche l’Italia).

Simpatico e frizzantino, il vecchio Jerry ci porta in un bel tunnel degli orrori con il suo articolo fulminante (26 gennaio 2007) apparso in Italia su Repubblica e in contemporanea su quasi tutta la stampa mondiale. Mi direte: 2007, è roba vecchia. Sì, ma è roba vecchia che nessuno ha ancora capito per nulla. Ma nulla nulla.

Ma facciamo una rapidissima panoramica. Tutti in carrozza, biglietto gratis per la casa del terrore ! Solo che non è un luna park e invece dei fantasmini ci sono dei bovini scorreggioni. Mi spiace. Non ce li ho messi io.

“La carne che mangiamo è oggi il principale fattore di alterazione globale del clima. […] Se gli animali da allevamento, in special modo i bovini, producono solo il 9% dell’anidride carbonica […] generano una percentuale maggiore di gas PIU’ NOCIVI. Come ad esempio il 65% delle emissioni di protossido d’azoto, un gas che contribuisce al riscaldamento terrestre quasi 300 volte di più del biossido di carbonio, provenienti in gran parte dal letame.” Altro esempio? “il 37% del metano, che ha un effetto 23 volte superiore a quello dell’anidride carbonica come fattore di riscaldamento del globo.”

Si abbattono foreste (“molte foreste tropicali, come per esempio l’Amazzonia, vengono abbattute per far posto ai pascoli, che stanno erodendo ovunque anche le terre coltivabili, mentre le acque dolci rimanenti nel mondo vengono contaminate dai rifiuti degli animali e dai pesticidi”) e si toglie spazio all’agricoltura che potrebbe sfamare molte persone (“il bestiame occupa attualmente il 26% della superficie terrestre non ricoperta dai ghiacci.” e “oltre un terzo delle terre coltivabili è sfruttato oggi per produrre cereali per gli animali anziché per gli uomini”) per permetterci il lusso di sgranocchiare bestie morte invece che insalatine.

Ovviamente a questo punto qualcuno dirà che senza carne non si sta bene e che i vegetariani sono tutti rachitici. Ma… è vero signor Rifkin?

“Non è così. Noi siamo infatti onnivori e come i nostri più stretti parenti, gli scimpanzé, ci siamo evoluti biologicamente mangiando soprattutto frutta fresca e verdure e solo occasionalmente carne. Sebbene questa abbia fatto parte tradizionalmente della nostra dieta, fino al XX secolo era più un piatto speciale per le feste che un alimento essenziale.”

Non mancano un po’ di proteine a un vegetariano?

“Una dieta bilanciata, basata su vegetali può fornire facilmente tutte quelle proteine di cui abbiamo bisogno per restare sani.” Certo, non è una cosa da cominciare domani con un colpo di testa, bisogna consultare un medico.

La dieta vegetariana è pericolosa?

Tutte le diete sono pericolose se non le si sanno fare e mentre quella carnivora te la insegna la mamma, di solito quella vegetariana non te la insegna nessuno. Il medico, meglio il dietologo, possono farlo benissimo e contenti come pasque di farlo. Specialmente il dietologo. Con la parcella che ti prende.

Comunque anche un buono studio individuale può bastare. E poi ci si deve sempre saper ascoltare e fermarsi quando e se si avvertono malesseri. Ripeto: non fa male in sé, semplicmente – come tutte le cose – bisogna IMPARARE a farlo.

Ma è così pericoloso il riscaldamento climatico?

Alquanto direi. Come ha dichiarato Rifkin durante il Festival della Filosofia di Modena (atti ufficiali non appunti miei) “Per la prima volta nella storia siamo a rischio estinzione. È previsto un aumento di tre gradi centigradi in questo secolo, il che significa la scomparsa da un terzo alla metà delle specie sulla terra. Certo, ci sono stati altri cinque momenti di estinzione in natura, ma sono necessari 10.000.000 di anni per recuperare le specie perdute.” e – tornando al nostro articolo – “un numero crescente di esseri viventi sta incidendo sempre di più sulla catena alimentare della Terra, con diete a base di carne, a spese dell’integrità del pianeta”.

Ma ovviamente siamo tutti troppo abituati alla nostra dieta per cambiarla. E non abbiamo mica gran che voglia di far fatica. Finisca pure il mondo sotto un calore che cresce di anno in anno fino a bollici tutti, io alla mia salsiccia non ci rinuncio. Posso capire le donne o i gay, ma gli uomini eterosessuali che fanno questo ragionamento davvero non riesco a spiegarmeli.

Ma – si sa – l’abitudine è più forte di tutto.

Mi viene in mente la famosa barzelletta della corazzata Poteomkin (si scriverà così? mah!). La corazzata Poteomkin esce di notte per un’esercitazione, con tutte le luci spente. Immaginatevi la più grossa corazzata della flotta russa, un bestione tale che il capitano invece del pesce rosso sulla scrivania tiene una boccia con due balene. A un certo punto sul radar appare un oggetto in avvicinamento a prua. Un puntino. Sembra una boa, una barchetta, al massimo un peschereccio. Il capitano, che è uomo di poche parole ma grande cuore, non vuol far male a nessuno, quindi scrollata la cenere dalla pipa e dato il magime alle balene nella boccia da ordine di mandare un messaggio all’altra imbarcazione: “voi non ci vedete, siamo a fari spenti per un’esercitazione. Ma siamo la corazzata Poteomkin e siamo sulla vostra rotta. Spostatevi”. Dopo un attimo il puntino risponde sprezzante “Spostatevi voi. E in fretta anche, se siete la corazzata Poteomkin!”. Il capitano, che è un uomo di poche parole, grande cuore ma orgoglio ancor più grande, batte un pugno spazientito sul tavolo tanto che le due balene escono e rientrano nella boccia a mo’ di delfini e fa rispondere: “Spostatevi voi! E un ordine! Siamo la corazzata Poteomkin!”. Il puntino risponde: “Fate come cazzo vi pare, io sono il guardiano del faro.
E foss’in voi con tutta quella ferraglia che avete sotto il culo comincerei a fare manova in fretta: tra due leghe sarete troppo sotto la scogliera per uscirne con la pellaccia intera”.

Devo aggiungere altro?

Guido Giacomo Gattai

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