Qualche manganellata

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Manganellate. La Repubblica parla di “qualche manganellata” data in centro a Firenze a dei ragazzi che stavano realizzando un corteo non autorizzato. Si sa che nessun manganello si muove senza ordini.

Che governo è un governo che fa alzare i manganelli contro dei ragazzini minorenni disarmati? È un governo repressivo, ovviamente. A differenza di Berlusconi, che amava piacere, Renzi è molto più spregiudicato e non vuole altro che imporre il proprio volere a qualsiasi costo. Stiamo parlando di un uomo che fece portar via un accampamento di rifugiati politici dagli spazzini. Non immigrati illegali, non immigrati qualsiasi. Rifugiati politici portati via dai camion della spazzatura in pieno centro a Firenze.

Ma il governo attuale non è stupido e non agisce a caso. Manganellare dei minorenni serve per cercare di scatenare un putiferio. Perché è chiaro che le manganellate ai minorenni disarmati sono un’ingiustizia enorme che grida vendetta. E ogni vendetta innesca una spirale di vendette. E questo il governo lo sa. Allora perché si comporta così?  Perché vuole un putiferio?

Provo a capire.

La scuola pubblica, si sa, è il nemico numero uno dello Stato da quando (gradaulmente, a partire da dopo Pertini forse) lo Stato è diventato monopolio di un gruppo di potere oligarchico che mira alla totale soppressione della democrazia in Italia. Ma chiuderla d’un colpo non si può – troppo alto il rischio di una rivoluzione o di sanzioni dagli stati esteri. Quindi ogni governo si affanna a modo suo per assestarle colpi il più duro possibile: toglierle fondi, soffocarla sotto una burocrazia paralizzante e chi più ne ha più ne metta. Non dico niente di nuovo.

La ritualizzazione delle occupazioni, dall’altro lato, non è certo opera dei governi ma è sempre stata incentivata perché fa molto comodo per varie ragioni: 1) le occupazioni sono facilmente criminalizzabili da parte dei mass media perché portano con sé quasi sempre atti non solo illegali (l’opinione pubblica in Italia non si scandalizza molto per l’illegalità) ma anche contrari alla morale condivisa: vandalismo, violenza, droga. 2) Il fatto che tutti gli anni ad autunno si occupi fa sfogare coloro che altrimenti rischierebbero davvero di cambiare le cose se non bruciassero tutte le loro energie in una o due settimane ma le usassero bene dosandole nel corso dell’anno e in più 3) se chi vuole cambiare le cose vede i suoi sforzi vanificati per i problemi del punto 1 si sarà ottenuto il grande risultato di aver trasformato un sognatore in un disilluso che invece di opporsi al sistema se ne renderà volontariamente e docilmente schiavo perché “tanto anche se fai qualcosa va sempre a finire tutto a schifio”.

Gramsci diceva, all’arrivo del fascismo: 《Gli uni dicono: “Non c’è tempo di ragionare, bisogna agire!” E dan botte a chi non ci sta. Gli altri dicono: “Non c’è tempo di ragionare, bisogna vendicare chi ha preso le botte!” E così nessuno ragiona. E così andiamo verso la catastrofe.》

Questo – io temo – è quello che si vuole ottenere. La catastrofe della scuola pubblica, facendola risucchiare da una spirale di vendette. Se gli italiani hanno ancora la forza e l’energia per arrabbiarsi. Altrimenti,  gli studenti manganellati non apriranno neppure una spirale di vendetta e si ritireranno a leccarsi le ferite in un’aula di una scuola a cui – legalmente e con tanti sorrisi in tv – si sta togliendo la possibilità di funzionare e anche quella di esistere, a poco a poco.

Quindi? Non c’è che sperare che gli studenti riescano a trovare altri metodi di lotta non criminalizzabili (magari anche illegali ma privi di cose contrarie alla morale comune almeno), più difficili da fermare, più efficaci, e che la libertà venga riconquistata nel nostro paese prima che la morsa della dittatura si chiuda completamente su di noi.

Perché se si manganellano dei minorenni disarmati la dittatura (intesa come regime oligarchico repressivo) è ormai evidentemente quasi completa.

Guido Giacomo Gattai

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