L’astensionismo non è la soluzione. Ma è la via.

non-voto

Astenersi può voler dire “non mi interessa“. Ma in tempo di crisi è difficile che i cittadini non siano interessati a come va la nazione. Può voler dire “nessuno mi rappresenta“. Più probabile. Ma lo sfogo del tipo “sono tutte delle merde fanculo tutto e tutti” mi sembra – purtroppo – un pensiero abbastanza comune. E io potrei anche essere d’accordo: non basta certo votare per cambiare le cose. Ma ho i miei seri dubbi che si possa non votare.

Mi spiego meglio: se domani smettessimo tutti di votare alle elezioni, comunque non smetterebbe votare quel 5-10% del paese che ha vantaggi diretti da questo o quel politico. E siccome le elezioni non hanno il quorum, ci sarebbe comunque un governo. L’astensionismo, insomma, non mi pare che possa cambiare minimamente il sistema né scardinare in alcun modo la corruzione della politica o arginarne l’incompetenza. Quindi l’astensionismo lo capisco ma lo trovo una semplice “non risposta” o “non soluzione”.

Ma allora a quale mezzo affidarsi? Solo due mezzi possono funzionare: la rivoluzione non violenta e quella violenta. Quella non violenta si fa lavorando sulle coscienze e poi votando un uomo nuovo che rappresenti le coscienze nuove. Quella violenta… beh, si sa.

Io sono per quella non violenta. Non perché sia un gran pacifista per partito preso, ma perché nella storia mi pare che le rivoluzioni violente non abbiano mai abbattutto i regimi ma solo sostituito un regime vecchio con uno nuovo. E’ la tecnica dei leoni: il leone giovane sbrana il leone vecchio e diventa capobranco. Ma mica emana leggi per far vivere in pace il branco. Figuriamoci. No! Sbrana i figli del capo sconfitto e inizia a fare figli lui. Tutto lì. Il comportamento animale, se ben osservato, ci insegna molto su chi siamo, secondo me.

La rivoluzione non violenta invece è lenta e faticosa, ma quando avviene migliora un pochino le cose. Certo, umani siamo e umani restiamo, nessun ordine sociale sarà mai giusto al 100%, ma insomma… si va a stare un pochino meglio. Il potere centrale lo sa, ed usa i media dalla mattina alla sera (e anche di notte) per fare una rivoluzione non violenta che gli fa comodo, nella direzione che gli serve. In che senso? La rivoluzione non violenta è indottrinamento. E i media del potere centrale indottrinano i cittadini dalla mattina alla sera.

Allora mi viene un’idea: l’astensionismo può davvero fare la differenza se praticato con precisione. “Precisione? Che vuol dire?” chiederà qualcuno. Precisione vuol dire che l’astensionismo può essere potente se puntato bene, come una penna ha effetto se scrive sul foglio e non sul sasso, un violino suona bene se pizzicato e non se battuto in terra, l’astensionismo funziona se si sa come usarlo, su cosa usarlo e quando usarlo.

ASTENIAMOCI DAI GRANDI MEDIA. E’ inutile che non compriate la Repubblica o il Corriere se poi li leggete su internet, è inutile non guardare i grandi canali televisivi e poi vederne gli spezzoni su YouTube. Basta. Fine. Stop. Partite sempre dall’idea che se ci sono dietro troppi soldi ce li ha messi qualcuno. E chiunque sia vorrà indietro una fedeltà ai suoi bisogni. Che non sono e non possono essere i nostri visto che noi tanti soldi in tasca non ce li abbiamo. QUESTO E’ L’ASTENSIONISMO PIÙ IMPORTANTE DI TUTTI PERCHÉ FINO A CHE NON FACCIAMO QUESTO NON POSSIAMO AVERE CAPACITA’ DI CAPIRE LA SITUAZIONE IN CUI CI TROVIAMO E QUINDI CI MUOVIAMO AL BUIO E NON POSSIAMO FAR NIENTE DI BUONO SE NON PER SBAGLIO.

ASTENIAMOCI DALLA GRANDE PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE. Se vai in un megamarket dove tutto costa un centesimo, stai pur tranquillo che sfruttano qualche paese povero. “Ma io non ho soldi, devo mangiare, chi se ne importa dei paesi poveri!” dirà qualcuno. Lo so. Ma se diamo soldi a chi sfrutta, chi sfrutta diventerà più forte di chi non sfrutta, e quando cercheremo lavoro non troveremo altro che datori di lavoro che ci sfruttano perché gli altri saranno falliti. Oppure non troveremo lavoro proprio, perché gli sfruttatori avranno spostato tutti i posti di lavoro in paesi che si possono sfruttare meglio del nostro. COMPRARE DALLA GRANDE PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE VUOL DIRE FINANZIARE LA CRISI DI TASCA NOSTRA.

ASTENIAMOCI DA CIO’ CHE INQUINA. “E questo che c’entra?” dirà qualcuno. Semplice: quello che inquina viene da risorse limitate. Petrolio, gas e via dicendo. Le risorse limitate possono cadere in mano a piccoli gruppi di potere che poi possono mandare la politica nella direzione che vogliono, e siccome sono un piccolo gruppo di persone con molto potere in che direzione manderanno la politica? Nella direzione di mantenere il potere in mano di un piccolo gruppo di persone. Ovvio. Invece tutto ciò che viene da risorse rinnovabili non può essere in alcun modo in mano di pochi eletti, e questo garantisce una diffusione democratica del potere. CIO’ CHE INQUINA NON SOLO CI UCCIDE MA CREA COME INEVITABILE CONSEGUENZA DITTATURE DEI POCHI SUI MOLTI.

La prima è sicuramente l’astensione più importante, le altre due sono le prime che mi sono venute in mente di conseguenza, ma la lista potrebbe essere ovviamente chilometrica. Ce ne son tante di cose da cui astenersi per cambiare il mondo, o almeno dare il nostro piccolo contributo per farlo cambiare.

Ma astenersi dal voto serve a poco. Da un segnale, questo sì. Ma i segnali sono importanti quando c’è qualcuno interessato a capirli. E mi pare che alla politica oggi come oggi, di capire i nostri segnali interessi poco. Quindi invece di parlare a chi non ascolta, agiamo. Asteniamoci da quello che regge in piedi questo sistema che ci sta strangolando.

I segnali c’è chi li capisce e chi no.

Ma i fatti li capiscono tutti.

Guido G. Gattai

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2 commenti

  1. Purtroppo è pura utopia pensare di non andare a fare la spesa al supermercato, non fare il pieno alla macchina, etc. Per me è più importante spendere del tempo a individuare nei vari partiti (di destra, di centro e di sinistra) i politici “giusti”, incorruttibili (difficile ma esistono), con vere idee di rinnovamento, che governino o facciano un’opposizione seria, sempre avendo come obiettivo il miglioramento del tenore di vita di tutti e non solo di pochi fortunati…….ma forse anche questa è una utopia!!

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