12 morti – Je suis Charlie

Je-suis-Charlie

Che sia un’orrore non è nemmeno da dire. Ieri un commando dell’IS nel cuore della Francia, nel cuore di Parigi, ha attaccato indisturbato la redazione di Charlie Hebdo, un giornale ironista sicuramente volgare per lo standard italiano ma del tutto normale per quello dell’ironia francese. 12 i morti, compreso il direttore. Se avessero distrutto l’edificio avrebbero fatto meno danno. Quando distruggi un edificio tutti si ricordano del male che hai fatto. 12 morti, per di più personaggi alquanto “alternativi”, si scordano facilmente. Fra qualche mese non ne parlerà più nessuno, o forse già fra qualche settimana.

Come Movimento Hyronista abbiamo deciso che per noi da ora in poi il 7 gennaio sarà per noi una giornata di lutto, e vi chiediamo gentilmente di scriverci in un commento qui sotto o al nostro indirizzo mail le vostre idee per celebrare questa triste giornata. Noi, così a caldo, non ne abbiamo. O, quanto meno, non ci piacciono quelle che abbiamo, sono troppo piene di rabbia e risentimento. Quindi è meglio se ce le scrivete voi, ci ragioniamo e poi tra un mese, sul prossimo numero di Punto G pubblicheremo la decisione definitiva. Vi ringraziamo fin da ora per l’aiuto.

Però… però… però ci sono due opinioni che mi hanno rattristato ancora di più.

La prima dice: “se la sono cercata, quelle vignette erano veramente offensive“. E’ vero, io non le avrei mai fatte né pubblicate. Fare satira ed umorismo “di gusto” è sempre meglio. Ma… la satira e l’umorismo che non sono “di gusto”, quelli eccessivi, aggressivi, rozzi, volgari, non sono proprio del tutto inutili. Anzi, hanno una funzione molto importante. Se i limiti delle cose “di gusto”, delle cose “permesse” non vengono mai forzati, piano piano quelli si restringono sempre di più, e si finisce in un mondo caramellato in cui si dicono solo cose buone e carine ma dove non si affrontano mai i problemi perché non se ne ha nemmeno diritto di parlarne. Questa è una cosa molto importante, che secondo me in Italia si sta dimenticando mentre in Francia, per adesso almeno, ancora se ne ricordano: è importante mandarsi affanculo ogni tanto. Ogni tanto dire “merda”. Parlare male degli ebrei, sfottere i mussulmani, e magari anche i diritti delle donne. Perché? Proprio perché di solito non lo si fa. Ovunque si crei una sacralità, là si annida una possibile dittatura. Il rispetto è importante. La sacralità  una bomba innescata che non sai mai quando e contro quale minoranza esploderà. Quindi gli eroi di Charlie sono eroi due volte, una perché sono morti per le loro idee e il loro diritto ad esprimerle, ed un’altra volta, fin già da prima, perché affrontavano a testa alta il pubblico ludibrio mettendo Gesù Bambino in un cesso e Maometto con le chiappe all’aria, per permettere a gente “di gusto” di poter fare battute “di gusto” in uno spazio abbastanza ampio senza che nessuno si offendesse. Ci si offende sempre per la cosa più grave sulla piazza, più è grave la cosa più grave e più cose possono sembrare meno gravi. Più offende quello che offende di più e più tutti possono parlare senza che nessuno si offenda. Ben prima di morire, gli eroi di Charlie Hebdo, sono stati eroi di frontiera. E’ sempre e solo la frontiera che permette la calma nella capitale.

La seconda dice: “ora, morte agli islamici!“. Certo, vien voglia di dirlo. Non possono certo venire nei nostri stati ad imporre la loro cultura, e soprattutto non certo con la forza. Ma occhio a cadere della spirale dell’odio. L’odio fa perdere il controllo e la perdita di controllo fa perdere le battaglie, e poi le guerre. Quello che si dovrebbe fare, secondo me, è controllare bene i gruppi di immigrati e stare attenti a che non organizzino rivolte armate. Ma i francesi lo fanno, lo hanno sempre fatto. E allora perché sono morti i 12 eroi di Charlie Hebdo se la polizia controllava – ed aveva sempre controllato i gruppi islamici su suolo francese? Perché è successa una cosa così enorme e grave nel cuore della Francia, nel cuore di Parigi? Io per capirlo non credo che si debbano leggere le vignette di Charlie Hebdo contro Maometto, ma quelle contro Sarkozy prima e Hollande poi. O magari quelle in cui stigmatizzavano i mercati internazionali, in consumismo dilagante… fate voi.1618665_834135506609589_4459450849305003410_n

Lo dico perché io quando studiavo in Francia lo leggevo tutti i mesi Charlie Hebdo. E non ho mai notato che l’argomento principale fossero le religioni. Né, soprattutto, che il nemico più grosso che si erano fatti fossero gli islamici. Ricordo invece tutti i media ufficiali che lo attaccavano dalla mattina alla sera. E sappiamo bene quali interessi ci sono dietro i media ufficiali. Interessi ben più grossi di quelli di un gruppetto di islamici vestiti di nero. Interessi che davvero potrebbero far muovere chiunque nel cuore della Francia, nel cuore di Parigi, garantendogli l’immunità. Non a caso dei killers non ne è stato fermato nemmeno uno, e questi killers hanno anche sparato a un poliziotto… arabo!?!

Pensiamoci prima di urlare contro l’Islam. Certo, l’estremismo va contenuto. Ma non è il problema più grosso che abbiano gli ironisti in nessuna parte del mondo, né il problema più grosso delle genti di nessuna nazione.

Cosa? Sono un complottista? No, ragiono. Si può?

Guido Giacomo Gattai

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3 commenti

  1. Non conosco il giornale, ma ciò che è accaduto è qualcosa di enorme. Non voglio che la mia rabbia e la mia indignazione alimenti odio, un eterna guerra fra poveri, mentre i poteri di multinazionali che manovrano l’economia Globale continuano nei loro giochi, seminando disastri, assassinii, guerre. L’unico riscatto da questo scifo è cercare di individuare i responsabili e rinchiuderli come pazzi perché ogni giorno che passa, per ogni libertà negata, questi personaggi si costuiscono la loro prigione, forse d’oro, ma sempre una prigione e dopo l’igordigia si ritrovano con il niente. Scusate lo sfogo e un abbraccio a tutti voi. Tutti insieme con amore hasta la victoria

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