Leadership

Quasi tutti dividono la leadership in due: per Recalcati – esempio – c’è quella maschile e quella femminile. Quella maschile – ovviamente cattiva, come tutto ciò che è maschio oggi – è impositiva e violenta, mentre quella femminile – ovviamente buona, come tutto ciò che è femmina oggi – si occupa degli altri e di stabilire un bel clima di collaborazione.

Questa dicotomia si ripete più o meno invariata in ogni trattato sull’argomento anche se solo Recalcati ha lo stomaco abbastanza corazzato per indicarla ruffianamente con la distinzione maschio/femmina. Inutile dire che questa dicotomia è così rozza da essere falsa.

Vorrei proporre una classificazione innovativa e sicuramente almeno un po’ più utile a capire l’argomento rispetto a quella in voga. Mi sto dando un compito facile visto che, come sopra detto, quella in voga è del tutto falsa e – quindi – inutile.

What_is_sustainable_leadership

Strumenti: Tutti i leaders hanno adottato per raggiungere la loro posizione vari strumenti e sembra che nessuno strumento di conquista, nella storia, abbia mai fatto schifo a nessuno. Se era lo strumento giusto lo hanno usato. Punto. Renzi ehm… Mussolini, volevo dire, ha usato un partito di sinistra come trampolino per la politica e Gandhi ha aiutato in guerra gli inglesi per poterli combattere in pace. Sembra quindi che da un punto di vista degli strumenti nessuna distinzione sia possibile.

Condizioni: Per quello che riguarda invece chi segue questo o quel leader sembra ci siano tre posizioni abbastanza distinguibili. Li potremmo chiamare il Leone, la Bilancia e il Buco Nero. Ovviamente è da escludersi qualsiasi paragone con i segni zodiacali, e altrettanto ovviamente tutti e tre questi modelli sono presenti fra uomini e donne in egual misura. Il Leone è colui che viene seguito perché i suoi compagni sanno che sa fare quello che fa meglio di tutti. Magari non si sa spiegare o non sa creare un clima di armonia, ma è un esempio di capacità e ci si fida che seguendolo si otterrà quel che serve. La Bilancia crea un grande clima intorno a sé. Magari non sa fare quello che serve, ma quel poco che sa lo sa insegnare, non si arrabbia mai e i suoi compagni lo seguono perché magari seguendolo non si otterrà quel che si vuole ma di sicuro si vivrà bene. Il Buco Nero trasforma in forza la sua debolezza. Crea un clima spiacevole intorno a sé, umilia le persone, le deride, magari alla prova dei fatti si rivela anche incapace di fare quel che dovrebbe ma nessuno osa dirlo perché il Buco Nero li ha ormai presi nella sua rete. È il modo in cui molti bambini comandano sui genitori, o i fratellini piccoli sui più grandi. Ovviamente molti leaders sono un composto di due o anche di tutti e tre questi atteggiamenti base.

Risultati: In quanto ai risultati non è assolutamente possibile dire quale di questi tre tipi di leaders porti i propri compagni verso una condizione migliore. Per guidare un gruppo i primi due sono esattamente a parità in quanto a probabilità di successo: il primo garantisce un campione seguito da una buona squadra, il secondo garantisce che le capacità dei membri fioriscano. E anche il terzo a volte può rivelarsi migliore di quello che sembra. Ad esempio un gruppo sociale che ha un leader del terzo tipo sarà probabilmente vincente contro un gruppo sociale che non ha alcun leader, perché la leadership per un gruppo è come la colla. Senza di essa non c’è ragione per cui i membri stiano tutti insieme in quel gruppo sociale invece che in un altro. È chiaro però che il terzo tipo di leader può essere molto dannoso sulla lunga per qualsiasi gruppo sociale. Però in conclusione non si può dire che i “leoni” vincano sui “buchi neri” o le “bilance” sui “leoni”. Sarebbe meglio dire che il più forte vince sul più debole, e che questa forza dipende da molti fattori tra cui il primo è probabilmente la media dei desideri dei membri del gruppo in questione, il secondo è la forza emotiva e la salute fisica disponibile al singolo leader nel momento dello scontro, il terzo è la capacità di intercettare i desideri dei membri di cui al punto uno e via e via…

Sicuramente sulla leadership c’è ancora molto da dire. Però è impressionante il fatto che si possa – come ho appena fatto – creare in quattro righe una classificazione dei tipi di leadership molto più efficace di quella in voga fra i trattati del settore. Questo vuol dire che siamo di fronte ad un campo non solo di immenso interesse ma anche largamente inesplorato.

Guido Giacomo Gattai

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