Femminicidio. Cos’è? Da dove viene?

1722_femminicidioE’ una storia lunga e triste: nel 1971 Richard Nixon svincola completamente il denaro dall’oro. Muore il capitalismo e nasce il consumismo.
Il consumismo ha una sola parola d’ordine: consumare.
Mentre nel capitalismo il potere derivava dal capitale, ora – nel neonato consumismo – il potere deriva dai media. Chi ha i media controlla il denaro, il denaro non è più niente altro che una serie di cifre stabilita a tavolino da chi detiene il potere. Non lo si può più accumulare. O meglio: lo si può anche accumulare ma chi detiene il potere vero – quello delle immagini, come aveva già predetto Debord – da un giorno all’altro può decidere che tutto quello che hai accumulato non valga più niente.
Un mercato del genere è tenuto in piedi da un fatto solo: che le persone passino il loro tempo a lavorare per ottenere denaro, e poi a spenderlo. Insomma: tutto va bene pur che le persone non riescano a concentrarsi. Non devono mai essere felici, devono sempre consumare, consumare, consumare.
Nascono così i grandi think tanks dei consumi. Prevalentemente si tratta degli uffici marketing delle grandi industrie che piano piano si trasformano in multinazionali. Ma non solo. Anche i partiti politici si trasformano da gruppi di opinione a macchine che studiano l’opinione pubblica per gestirla al fine di ottenerne consensi, ad esempio. Il comandamento è sempre lo stesso, quello che regge ogni sistema: il sistema non deve crollare.
Non si deve pensare ad una minoranza oscura che domina il mondo con fili invisibili ma ad un pianeta intero che muove in questa direzione: anche il più povero e derelitto – più o meno consciamente, in un modo o in un altro – può lavorare per mantenere il sistema, perché il sistema è stabilità e tutti vogliono una vita stabile in cui poter prevedere più o meno quel che accadrà domani senza troppi timori per il futuro.
Il sistema, per essere più forte possibile, deve dominare il più a fondo possibile. Ogni sottogruppo che divenga troppo forte è una minaccia. I partiti devono muoversi tutti dentro un sistema politico che permetta un’oscillazione continua ma non un cambiamento, le religioni devono predicare la saggezza e le virtù ultramondane ma solo finché queste non confliggano con il sistema, e via e via…
E’ il processo di deideologizzazione della società. Dio cede il posto a Marx, che cede il posto ai Beatles, che cedono il posto a Justin Bieber. Piano piano si creano “chiese” e “credi” sempre più piccoli e più numerosi di modo che la “fede” si sciolga nella società civile e non rimanga più alcuna convinzione che non sia quella del televisore nuovo, del cellulare nuovo, della macchina nuova. Ogni “credo” ed ogni convinzione sono accettate a patto che si mettano sullo scaffale con il loro merchandising accanto alle altre, pronte per essere vendute e – soprattutto! – a patto che non tentino mai di avere il monopolio. Un monopolio di un credo, di una fede, o di un sistema di idee, porterebbe al crollo del sistema dominante: il consumismo. Questo non deve accadere. Mai. Per nessuna ragione.
Dovendo abbattere o inglobare tutti i piccoli poteri ed innalzare gli indici di consumo, un problema molto serio per il consumismo era la famiglia allargata di stampo contadino: tendeva al riciclo, anzi ancor più al riuso, alla riparazione; inoltre il pater familias decideva per tutti, dettava legge, creava una vera e propria micro società nella società. I patres familias dovevano sparire il prima possibile. Famiglie disgregate, in cui ognuno dovesse comprare tutto quel che gli serviva, avrebbero venduto più elettrodomestici macchine e case, e i bambini – senza più nessuno che si occupasse di loro a tempo pieno – sarebbero diventati fonte di consumi immensi: tate, regali per metterli buoni e chi più ne ha più ne metta.
Sapendo che gli uomini hanno molto più testosterone delle donne e che quindi hanno sempre la tendenza a dominare, si puntò in un primo momento sul modello del ribelle: si cercò – con successo – di convincere gli uomini che la cosa migliore da fare nella vita fosse bere alcool, ascoltare musica rock, fumare e andare in moto. Insomma: consumare un sacco e non metter mai su famiglia (o in caso metterla su e poi darsela a gambe).
Ma quando i pubblicitari alle fine capirono le ricerche di Wertheimer, la musica cambiò completamente. Wertheimer, scoprendo la differenza tra l’inteligenza convergente e quella divergente, scoprì anche che gli uomini erano molto più divergenti e le donne molto più convergenti. Questo voleva dire due cose: 1) per quanto ci si sforzasse di far diventare ribelli gli uomini quelli avrebbero sempre avuto la tendenza a “costruirsi il loro angolino” e sarebbero sempre stati poco bravi ad obbedire al modello dominante, 2) le donne sarebbero state molto più ricettive al modello se si fosse lavorato direttamente su di loro.
Continuando quindi a spingere in favore dell’odio fra i sessi, si decise di mirare adesso principalmente alle donne. Non si sarebbe più consigliato agli uomini di schifare le donne, ma alle donne a schifare gli uomini. Le donne avevano inoltre il vantaggio di poter aggredire il partner in modo invisibile e quindi il modello si poteva propagare con una violenza inaudita e quasi impossibile da fermare. Se – infatti – per distruggere le famiglie si fosse continuato ad istigate gli uomini ad abbandonare o picchiare la propria partner, la cosa sarebbe stata molto evidente – e infatti la legge degli stati è intervenuta per fermare entrambi i fenomeni.
Gli uomini però sono emotivamente deboli, rimangono sempre bisognosi di una femmina accanto, per una questione di attaccamento materno, mentre le donne diventano molto indipendenti da adulte. In più gli uomini – proprio a causa del loro bisogno di comando – se messi in discussione vacillano, mentre le donne messe in discussione contrattaccano con molta più facilità: quando si compete per vincere e non si accetterebbe in nessun caso la sconfitta si combatte in modo molto titubante (cfr. Agamben – Genius). Ecco quindi come sarebbero state distrutte le tanto temute famiglie patriarcali! Violenza psicologica! Invisibile, efficace, e praticamente a senso unico visto che gli uomini mentalmente solidi quanto o più delle donne sono comuni men dei quadrifogli!
Sottoposti quotidianamente a violenze psicologiche continue gli uomini meno educati, più deboli e/o semplicemente più aggressivi reagiscono con il “femminicidio”. Si tratta spesso di incensurati, persone normali e magari pure miti. Non ucciderebbero mai se non portati allo stremo.
Allora le donne sono le vere colpevoli? Ovviamente no. Le donne ricevono un messaggio terrificante, che da loro un comando terrificante e lo attuano perché non hanno scelta: esattamente come gli uomini avranno sempre la loro odiosa tendenza a comandare le donne avranno sempre quella – altrettanto odiosa – a conformarsi alle regole della società.
Il problema è vivere in una società che ha deciso che dobbiamo consumare consumare e consumare. Perché l’unico modo per farci consumare così tanto è farci straripare di bisogni. E per farci straripare di bisogni la via migliore è renderci il più infelici possibili. Quindi – in un modo o nell’altro – devono fare in modo che non abbiamo affetti. O che i nostri affetti ci facciano soffrire immensamente.

Guido G. Gattai

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