Il mondo prima della storia

Tatersall-Ian-Il-mondo-prima-della-storia-Quello di Ian Tattersall è ormai un nome piuttosto noto ai lettori italiani e non solo di paleoantropologia: autore di ottimi volumi divulgativi, Tattersall è uno dei maggiori studiosi dell’evoluzione della nostra specie ed è curatore della divisione di Antropologia dell’American Museum of Natural History di New York.
Dopo una serie di contributi tradotti in italiano da altri editori, Raffaello Cortina ha pubblicato questo ottimo libro, in cui Tattersall tratta in modo divulgativo i principali aspetti della paleoantropologia.
Nel primo densissimo capitolo Tattersall tenta una sintesi storica della teoria dell’evoluzione da Lamark fino alla fine degli anni ’90: qui si possono trovare in sole ventitre pagine una quantità di cose che se lette attentamente valgono da sole l’acquisto del libro.
Nel secondo capitolo, abbastanza eterogeneo, si trova una rapida rassegna delle principali tecniche di datazione di cui si servono archeologi e paleoantropologi; una spiegazione sommaria di come funzionano le tassonomie binarie. Conclusi questi aspetti si può cominciare, nel terzo capitolo, con il vero e proprio scavo alla ricerca del nostro “primo antenato”, e si scopre subito che le cose sono piuttosto complicate: nell’arco di soli sessanta anni la datazione di questo primo Homo è stata ritoccata più volte, ed anche pesantemente.
Negli ultimi anni però la comunità scientifica ha trovato un equilibrio nuovo grazie all’azione rinnovatrice che gli studi genetici e di tassonomia molecolare hanno consentito: questi hanno permesso di determinare una quantità enorme di dati.
L’attuale versione condivisa dagli scienziati è estremamente affascinante e, nonostante le difficoltà dovute alla relativa mancanza di fossili, si è giunti ad una visione sostanzialmente unitaria dell’importantissimo periodo a cavallo tra Miocene e Pliocene che ha portato agli Australopitecini (cioè l’insieme dei vari Australopitechi).
Il capitolo quarto, intitolato La genesi del Genere Homo descrive quel complesso passaggio verso i primissimi appartenenti al genere Homo, l’uscita dall’Africa per la prima volta ed il percorso di espansione verso oriente, prima, e verso l’Europa, poi.
Nel quinto capitolo si possono fare invece delle riflessioni piuttosto sorprendenti sui Neanderthal, che sebbene assai meno raffinati e dotati dei successivi Cro-Magnon, possono rappresentare dei buoni banchi di prova per alcune idee su ciò che è tipicamente umano.
Anche se probabilmente non possedevano un linguaggio articolato ed un pensiero simbolico, i Neanderthal certamente possedevano una morale di gruppo sufficiente ad accudire un membro del gruppo per lunghi periodi di tempo: questo lo si evince dallo scheletro di un Neanderthal morto all’età di circa 40 anni, ritrovato con segni della presenza di una invalidità probabilmente risalente alla nascita.
E’ però solamente con i successivi uomini di Cro-Magnon, ovverosia i primi Homo sapiens che siano arrivati in Europa, che si hanno le prime tracce di vera e propria umanità: pitture rupestri, strumenti musicali, statuette e prime forme di notazione.
Nel penultimo capitolo, il sesto, l’analisi dei comportamenti e delle caratteristiche dei Cro Magnon si amplia fino ad arrivare a quello che è il vero e proprio punto di divergenza filosofica che divise a suo tempo Charles Darwin da Alfred Russel Wallace: la spiegazione di quel salto evolutivo definitivo, la conquista del pensiero consapevole di sé, che caratterizza l’uomo.
A questo proposito è interessantissimo il contributo di Jeffrey Schwartz, paleoantropologo dell’Università di Pittsburgh, che nel suo libro Sudden Origins ha proposto una teoria di tipo genetico su come varie abilità “pre-coscienziali” possono essersi fuse in un’inedita sintesi: la vera e propria coscienza umana.
Ottenuta questa comincia con i sapiens un percorso storico del tutto nuovo, che li distingue da ogni altra forma vivente nota: la civiltà, le cui primissime origini sono analizzate da Tatterall nel bel capitolo finale del volume, Vita stanziale.
Chiude il volume una Cronologia, una bibliografia suddivisa per capitoli, uno scrupoloso indice analitico ed una guida ragionata ai siti web, utilissima per approfondimenti.
Nel complesso il volume, nonostante le ridotte dimensioni, è davvero ricco e riesce a rimettere ordine in una vasta mole di conoscenze che moltissime persone hanno, sebbene spesso confuse e disorganizzate. Questo, in ultima analisi è il pregio di fondo del volume di Tattersall.
L’unico difetto dell’edizione italiana di questo libro è forse soltanto il prezzo, che avrebbe potuto essere un po’ più basso.

Ian Tattersall
Il mondo prima della storia. Dalle origini a 4.000 anni fa.
Raffaello Cortina Editore

Giovanni Pancani

 

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