LE IDEE DOMINANTI

f69bb1e49e97473294d0f9248c07762bLe idee dominanti sono lì perché servono a qualcuno. Vediamo a chi servono e come servono.
Per rispondere a “a chi servono?” mi limiterò a dire “servono al potere centrale, perché ogni idea diffusa e permanente come generale lo può essere solo nel caso in cui faccia comodo al potere centrale“. È una frase che in seguito dovrò dimostrare, per adesso prendetela per buona e andiamo avanti e cerchiamo di rispondere alla prima domanda che viene da farsi davanti alla mia affermazione: come fa il potere centrale ad influenzare tutti riguardo a tutto? Detto così sembra impossibile, e infatti lo è. Vediamo come il potere centrale riesce a rendere quasi possibile l’impossibile, ovvero come riesce a renderlo abbastanza possibile da rendere irrilevante tutto quello che non riesce a fare.
Innanzitutto bisogna considerare che tutte le menti umane sono umane. E quindi hanno dei punti deboli. Anche le più forti. Perché? Perché sono occupate, soprattutto. E non disponendo di tempo infinito non possono diventare onniscenti. Esempio: io – che ho una laurea e due master in filosofia – se devo sapere quale sia il miglior frullatore, devo rivolgermi ad un esperto di frullatori, che altro posso fare? Non ho il tempo di informarmi sul funzionamento dei frullatori abbastanza a fondo per capire quale sia il frullatore migliore per me. Devo per forza affidarmi ad un esperto. Ma come faccio a sapere se l’esperto che consulto è valido o no? Semplice: chiedo più pareri, leggo qualche post in rete, in breve valuto quello che l’esperto mi sta dicendo. Ma – visto che non ho e non posso avere una mia opinione specifica, non essendo io in alcun modo esperto dell’argomento, ho una sola strada per valutare la sua opinione: valutare se quello che mi sta dicendo l’esperto di frullatori in questione è in linea o no con l’opinione comune. Se lo è lo considererò credibile, altrimenti se non lo è non posso fare altro che concluderne che l’esperto che ho consultato in realtà non sia abbastanza preparato, oppure che sia addirittura un ciarlatano. Quindi potremmo dire che – in realtà – quando consulto un esperto in un settore che non conosco non consulto realmente lui ma l’opinione condivisa della comunità di esperti di cui fa parte.
Ne consegue un grande vantaggio per chi detiene i media: per fare in modo che tutti pensino una cosa X a proposito di un argomento Y basta condizionare non tutta la società ma un piccolo gruppetto di persone ovvero e(Y): gli esperti di Y.
E chi detiene i media? Chi ha più denaro. Ora: il denaro nel consumismo, il sistema sociale nel quale viviamo oggi, non lo detiene chi lavora di più o di meno, ma chi ha in mano il potere di decidere cosa vale quanto. E per avere questo potere bisogna avere il cosiddetto “potere di garanza” ovvero poter essere considerati da tutti dei “garanti attendibili”. Questo si può ottenere solo facendo parte dell’élite del mondo, ovvero essendo massimamente conformi al potere centrale. Nessuno darebbe il potere di garanza al primo venuto, per paura che faccia crollare tutto. Quindi i media appartengono al potere centrale. Più sono potenti e più vi appartengono. E se poi un po’ di media restano liberi, una volta che si ha il controllo della maggioranza delle fonti d’informazione, diventa un problema irrilevante. I media minori non vengono quindi più osteggiati come nel capitalismo o nel comunismo, ma semplicemente ignorati. Perché non hanno potere sufficente per fermare il sistema. Quindi… perché sprecare energie nell’osteggiarli?
Torniamo al nostro primo assunto: “tutte le menti umane sono umane e quindi hanno dei punti deboli”. Perché? Perché anche quando sono forti non possono esserlo che riguardo a quell’argomento (massimo due, esageriamo: tre argomenti) riguardo al quale hanno avuto il tempo di diventare esperte nella loro vita. Per tutti gli altri argomenti, tutte le menti umane devono affidarsi all’opinione dominante nell’ambiente degli esperti di quel dato argomento – e(Y).
A questo punto, se voglio dimostrare l’assunto “tutte le menti umane sono deboli”  (ho semplificato, per renderci il lavoro più agile) mi manca da dimostrare come il potere centrale possa controllare cosa pensa ogni singolo e(Y) riguardo ad ogni cosa. Beh, non posso dimostrarlo, perché come abbiamo detto il potere centrale, per quanto forte e in salute, non può arrivare fino a questo. Ma c’è un “ma”. Anzi almeno due. Il primo “ma” è che ogni argomento Y è frammentato in tantissimi sottoargomenti, frazioni, f(Y). Quindi il potere centrale non deve fare altro che trovare di volta in volta un cretino che sostenga quel che fa comodo a lui e pubblicizzare (attraverso il suo potere mediatico non assoluto ma tanto maggioritario da essere schiacciante) le sue teorie nell’ambiente e(Y) in modo che su quell’ f(Y) tutto l’ e(Y) sia concorde. Anche se, magari, gli esperti di quell’ f(Y) in realtà non la pensano assolutamente a quel modo. Facciamo un esempio per chiarire meglio questo punto.
L’Y “medicina” ha un e(Y): i medici. Ma non tutti si intendono specificamente di emicrania a grappoli – uno dei tanti f(Y) dell’Y “medicina”. Facciamo l’ipotesi che gli esperti di emicrania a grappoli siano tutti concordi nel sostenere che l’emicrania a grappoli si curi con l’origano. Chiaramente il potere centrale non può permettere che gli esseri umani si curino senza ricorrere a lui (l’origano può essere prodotto da tutti, questo vuol dire autodeterminazione, e l’autodeterminazione, essendo un piccolo potere, è un distacco dal potere centrale), quindi sceglierà se acquisire il monopolio dell’origano oppure diffondere la teoria secondo la quale non è l’origano che cura l’emicrania a grappoli ma il BENZOMETADRINDONE (medicina dal nome improbabile inventa per questo esempio). Assumere il monopolio mondiale dell’origano si rivela velocemente una strada impraticabile. Troppo facile da coltivare, troppo diffuso in troppe cucine tradizionali, il popolo la prenderebbe come un’aggressione ed avrebbe una gran facilità ad aggirare un simile monopolio. Non resta che la strada del BENZOMETADRINDONE. Come convincere tutti che il BENZOMETADRINDONE fa bene e l’origano non fa niente quando ciò è palesemente falso? Si prende un cretino a caso che crede davvero nel BENZOMETADRINDONE, oppure – se proprio il cretino non si trova – si prende un povero in canna che ha bisogno di dar da mangiare ai propri figli ed è quindi disposto a dichiarare qualsiasi cosa – ricordarsi di prenderne uno ricattabile, che non ti si possa poi rivoltare contro quando ha soldi e visibilità. A questo punto il cretino (o povero) di turno viene fatto diventare una rock star dell’emicrania a grappoli dandogli spazio in tutte le riviste di settore come se fosse il più grande medico di sempre. E magari assegnandogli anche qualche posto prestigioso e/o qualche premio in modo che il suo nome risuoni alto. Il gioco è fatto. O quasi. Perché c’è sempre un “quasi”. Ad esempio nel caso del riscaldamento globale o del vegetarianesimo i dati sono così palesi che neppure tutta la propaganda del mondo riesce a spostare l’ago della bilancia. In questi casi, però, il potere centrale può sempre ricorrere a degli “ammortizzatori” per difendersi dalla caduta. E sono “ammortizzatori” tutt’altro che deboli. A volte bastano a vincere la battaglia “ai rigori” nonostante la palese falsità delle affermazioni difese. Gli ammortizzatori in questo caso sono di due tipi: 1) relativizzazione e 2) accantonamento. Grazie a qualche altro cretino (o povero) si riempiono i dibattiti televisivi di persone che sostengono il contrario di quello che sostiene compattamente tutta la comunità scientifica. Tanto in un dibattito radio o televisivo sono sempre uno contro uno. Poco conta se uno ne rappresenta un milione e l’altro non rappresenta che l’interesse di qualche lobby. Lo spettatore non lo sa e non può saperlo: nessuno può mai essere informato su tutto e quindi tutti sono disinformati sulla maggior parte degli argomenti, perciò su di ogni argomento la maggior parte del pubblico è sempre disinformata. Con questo primo ammortizzatore si diffonde almeno, fra il pubblico, l’idea che su quel determinato argomento “non c’è consenso” e quindi, infondo, “ognuno la veda un po’ come gli pare”. Poi si interviene con il secondo “ammortizzatore”: l’accantonamento. Cioè – semplicemente – si fa in modo che si parli il meno possibile di quell’argomento sui grandi media, o che – almeno – se ne parli stravolgendone completamente la struttura. Per esempio si parla poco di buco nell’ozono ma si parla ancora meno del fatto che per salvarci le penne dovremmo smettere di andare in auto, in aereo, produrre nuovi beni, diventare almeno vegetariani, acquistare solo a chilometro zero e chi più ne metta.
C’è poi un terzo “ammortizzatore”, che ormai non viene più quasi usato, che Saviano chiama “macchina del fango”. Se uno o due elementi sfuggono a tutta questa meravigliosa macchina divinamente congegnata per vendere le idee comode al potere centrale, quelli, effettivamente, si beccano in pieno viso la “macchina del fango” ovvero se ne comincia a parlare male, diffamarli sottilmente o platealmente in pubblico su tutti i principali media e non solo (un esempio recente: Fedez che è stato accusato di aver aggredito una fan solo perché cercava di sedare una rissa all’indomani del suo attacco a Napolitano). Ormai credo che questo “ammortizzatore” sia usato pochissimo, proprio perché i primi due ormai sono talmente ben congegnati e perfezionati che di questo terzo non c’è quasi mai bisogno.
Quindi, ricapitolando, le menti umane sono deboli. Anche le più forti. Le idee dominanti sono facilmente pilotabili per chi controlla i media, e quindi le idee dominanti sono lì perché servono a qualcuno. O sono state inventate apposta dal potere centrale perché erano utili (casi rari) oppure, caso ben più frequente, sono state selezionate tra le idee presenti perché erano quelle che nel tempo si sono dimostrate le più funzionali al gioco politico del potere centrale.
Cosa possiamo fare? Ovviamente informarci. Ma non basta. Dobbiamo anche sempre essere estremamente critici davanti ad ogni informazione che arriva alle nostre orecchie. I grandi media diffonderanno sempre e solo idee comode per il potere centrale. Che siano vere o false. I piccoli, non si sa. Possono essere fuorviati 1) dall’ignoranza, 2) dalla voglia di prendere di facili “click” o dei facili “mi piace” dicendo semplicemente l’opposto di quello che dicono i grandi media (se un muro è marrone e i media dicono che è bianco, dire che è nero non è molto meglio), 3) da altri interessi personali che non sono né quelli del potere centrale né quelli dei click facili né l’ignoranza (ad esempio la voglia di vendere un nuovo prodotto o diffondere un credo per partito preso).
Soprattutto la ricetta resta quindi sempre quella del buon vecchio Socrate: sapere di non sapere. Non sentirsi mai esperti in campi in cui non lo siamo e non pensare di poterlo diventare velocemente. Questo ci permette di creare una continua disponibilità e duttilità nelle nostre menti che se non frena il potere centrale, ci rende comunque individui molto più difficili da imbrigliare, imbottigliare e gestire a piacimento di un sistema fatto per renderci forse più sicuri ma sicuramente meno felici. E ogni volta che vediamo un’idea affermarsi come come dominante chiediamoci: perché conviene che pensi proprio questo, in questo modo e in questo momento?
Buona riflessione a tutti.

Guido G. Gattai

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