Collasso

UntitledPochi anni dopo il grande successo di Armi, acciaio e malattie, premiato con un Pulitzer, Jared Diamond è riuscito a dare una sorta di seguito a quel libro con Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere.
In definitiva il tema centrale di Armi acciaio e malattie era la genesi della modernità occidentale a partire da presupposti storici di natura ambientale: osservando le caratteristiche di fondo dei più vari ecosistemi e indagandone il rapporto con l’uomo, Diamond dava una risposta affascinante alla domanda che apriva il volume, rivoltagli da un giovane uomo politico.
La risposta di Diamond era convincente e permetteva di capire alcuni processi di fondo dell’esplosione e della complessificazione delle società moderne; restava da analizzare, per contrasto, come queste forme si possano invece destrutturare, collassando in modo a volte lento a volte precipitoso.
Per compiere questo percorso Diamond nel 2003 ha scritto Collasso, una vasta analisi di casi storici in cui uno squilibrio nel rapporto uomo-ambiente ha generato alcuni problemi classici (sovrappopolazione, deforestazione, inquinamento e sovrasfruttamento delle risorse) che poi conducono un’intera civiltà alla fine.
Il volume si compone di quattro parti: un breve Prologo, in cui si comparano i casi di due fattorie molto distanti tra loro nello spazio e nel tempo, ma assai simili per molti altri aspetti; il destino delle due fattorie è molto diverso e contiene in nuce il senso dell’intero libro.
Nella prima parte viene invece osservato il caso del Montana, passato in pochi decenni da stato che trainava lo sviluppo degli Usa a stato tra i più poveri in assoluto dell’Unione.
Questo è avvenuto in buona parte a causa delle conseguenze negative dell’industria mineraria, che ha avvelenato profondamente il territorio.
Il passato, che occupa le successive 250 pg, è probabilmente la parte più interessante del volume  e riguarda varie società che hanno imboccato percorsi storicamente differenti in ecosistemi lontanissimi tra loro, anche temporalmente. In tutti questi casi però è sopraggiunto un collasso a causa di un numero ristretto di fattori, variamente intrecciati tra loro: danni ambientali, cambiamenti climatici, perdita di contatti amichevoli con altre popolazioni, ostilità di popoli confinanti ed infine cambiamenti nella politica, nella società nell’economia e nella cultura.
I casi analizzati di collasso variano attraverso la prima parte del libro dal semplice al complesso: il caso dell’Isola di Pasqua è un classico caso di semplice sovrasfruttamento delle poche risorse dell’isola seguito da un tracollo violento.
Più articolati sono i casi degli indiani Anasazi e dell’Impero Maya, in cui entrano in gioco oltre al sovrasfruttamento delle risorse, ai danni ambientali e ai cambiamenti climatici anche uno stato di guerra strisciante e prolungato, nel caso dei Maya.
Tutti i cinque fattori sono invece presenti nel caso più ampiamente analizzato ed interessante dell’intero volume, quello dei Vichinghi, di cui si illustra l’ascesa, la diffusione nell’Atlatico settentrionale ed il crollo finale, estremamente istruttivo.
Presente e futuro sono le due parti successive; nella prima si possono capire le ragioni di fondo dello scontro tra Hutu e Tutsi, in un capitolo, il decimo, che dovrebbe essere letto e meditato profondamente da chi conosce poco oltre alla divulgazione televisiva, che nel caso di quel conflitto è stata incredibilmente lacunosa.
I capitoli successivi della parte relativa al presente risultano invece più datati, specialmente per quel che riguarda la Cina; interessante invece la terza parte, Lezioni per il futuro, sopratutto nel capitolo iniziale Perchè i popoli fanno scelte sbagliate? in cui si confrontano le ragioni ultime dei diversi crolli, e nel capitolo finale, Il mondo è il nostro polder in cui si tirano le fila dell’intero saggio.
Nel complesso il volume è ricco di informazioni e di aneddoti (incredibile e rocambolesco il caso di Haiti, nel capitolo undicesimo), ma alcuni capitoli rischiano di perdere compattezza e incisività, facendo risultare troppo lunghe certe parti, in special modo la seconda.
Ciononostante il libro di Diamond merita certamente di essere letto e meditato se non altro perché il messaggio di fondo che viene espresso è assolutamente condivisibile: in questo particolare  momento il mondo sembra davvero essere il nostro polder, le pianure olandesi al di sotto del livello del mare in cui tutti sono stati virtualmente obbligati a cooperare per secoli al fine di evitare inondazioni.
In questo senso il libro di Diamond ha anche un fine esortativo esplicito verso un ambientalismo storicamente e biologicamente consapevole, un fatto meritorio che è un ulteriore pregio del suo lavoro.

Jared Diamond
Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere
Einaudi

Giovanni Pancani

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