Morire di lavoro

il_massacro_dei_comunardiIl 20 aprile 1914 ricorreva il centenario di quello che può essere definito non soltanto come uno dei più importanti massacri di operai dell’industria americana, ma anche, più in generale, come l’evento più violento della più dura lotta tra il potere industriale e la classe operaia mai avvenuto negli Usa degli ultimi 100 anni: il massacro di Ludlow.
Causate da condizioni di lavoro incredibilmente arretrate e dure, le agitazioni operaie del 1913-14 portarono a scontri ripetuti con la milizia privata della già fortissima Colorado Fuel and Iron Corporation di John Davison Rockefeller, che già a quei tempi era divenuto da molti anni l’uomo più ricco del mondo grazie al sostanziale monopolio petrolifero che esercitava sugli Stati Uniti.
In conseguenza diretta degli scioperi ci fu la cacciata dei lavoratori dai campi di estrazione del carbone, dove gli operai vivevano in baracche fatiscenti ed alle più strette dipendenze del potere padronale: basti ricordare che all’interno dei campi di lavoro vigeva il coprifuoco, che gli estranei sospetti non potevano far visita alle baracche, che c’era un unico emporio di proiprietà della Corporation e che anche il medico, il sacerdote e gli insegnanti erano a libro paga della Corporation.
Gli operai dopo la cacciata si accamparono su un terreno pubblico e qui il 20 aprile mentre festeggiavano la Pasqua greco-ortodossa, furono circondati da guardie private, guidate dal tenente Karl E. Linderfelt: alle 10 del mattino fu aperto il fuoco, utilizzando anche un mitragliatore montato su di una camionetta. Successivamente fu appiccato un incendio.
Rimasero sul terreno 19 vittime, oltre la metà delle quali aveva un’età al di sotto degli 11 anni; venne poi fu dimostrato l’uso di kerosene nell’incendio.
Alcuni dei leaders della protesta furono poi sequestrati ed uccisi nei giorni successivi, in una lunga catena di ritorsioni e vendette che nel complesso lasciò sul terreno oltre 60 morti.
Per molti aspetti fù una preparazione ad avvenimenti successivi come quelli che coinvolsero le minoranze operaie, specialmente italiane, con impiccagioni pubbliche, linciaggi e processi farsa, come nel caso di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.
Ludlow resta però l’episodio più importante, violento e significativo di tutto un periodo di lotte operaie negli Stati Uniti, tanto da meritarsi un posto nell’immaginario collettivo degli Usa; ciononostante ci sono voluti oltre 90 anni affinchè gli Usa dichiarassero il sito del massacro National Historic Landmark. In ricordo delle vittime fu composta anche una canzone dal grande cantante folk Woody Guthrie, The Ludlow Massacre.
Un monumento, eretto dalla UMWA (United Mine Workers of America), è oggi giustamente presente a Ludlow per ricordare le vittime di quel massacro, vittime per le quali nessuno ha mai pagato. Le vogliamo ricordare qui:

Ludlow-memorial1. John Bartolotti, 45 anni
2. Charlie Costa, 31 anni
3. Fedelina Costa, 27 anni
4. Lucy Costa, 4 anni
5. Onofrio Costa, 6 anni
6. James Fyler, 43 anni
7. Cloriva Pedregon, 4 anni
8. Rodgerlo Pedregon, 6 anni
9. Frank Petrucci, 4 mesi
10. Joe Petrucci, 4 anni
11. Lucy Petrucci, 2 anni
12. Frank Rubino, 23 anni
13. William Snyder Jr., 11 anni
14. Louis Tikas, 30 anni
15. George Ullman, 56 anni
16. Elvira Valdez, 3 mesi
17. Eulala Valdez, 8 anni
18. Mary Valdez, 7 anni
19. Patria Valdez, 37 anni

Giovanni Pancani

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