Carbon Budget, che cos’è?

vignetta-161-webSpesso quando si parla della relazione tra CO2 e di effetto serra si ha difficoltà a cogliere tanto la dimensione quantitativa del problema quanto le prospettive che queste implicano a medio e lungo termine. Questo accade frequentemente quando la discussione avviene attraverso i media, che difficilmente concedono spazio ad approfondimenti seri in merito ad un qualsiasi problema che implichi un grado minimo di difficoltà scientifica.

Naturalmente chi si occupa di global warming ha da tempo ormai molti strumenti per condurre una discussione assai raffinata: uno di questi strumenti è il cosidetto Carbon Budget, ovverosia la stima approssimata di quanta CO2 può virtualmente essere emessa in atmosfera prima che si inneschi un cambiamento climatico che oltrepassi la soglia critica dei 2°C. Questa soglia, come noto, è inclusa dal Protocollo di Kyoto come una sorta di punto limite oltrepassato il quale i danni inferti all’ecosistema globale rischiano di creare un effetto distruttivo di proporzioni massicce.

Il calcolo esatto del Cabon Budget è, come facilmente intuibile, estremamente complesso, dovendo tenere conto di ogni tipo di attività umana che provochi l’immissione di CO2, e quindi comprende non solamente la produzione di energia elettrica o la combustione di carburanti ma anche, ad esempio, il disboscamento. Questo calcolo è stato effettuato, tra gli altri, da Myles Allen, un fisico dell’Università di Oxford e co-autore dei report dell’IPCC nel 2001 e nel 2007.

La cifra stimata da Myles Allen e ripresa da autorevoli membri del WWF internazionale, è intorno a 1000 miliardi di tonnellate; un numero che può sembrare immenso ma che purtroppo non lo è per molte ragioni. Prima di tutto questa stima è ormai relativamente vecchia, essendo del 2011 (ma si tratta di dati ancora del tutto affidabili); nel frattempo naturalmente le economie di tutto il mondo hanno continuato ad emettere quantità enormi di CO2, al ritmo di oltre 32 miliardi di tonnellate annue, toccando nel 2014 il record assoluto di tutti i tempi a 34,5 miliardi di tonnellate.

Senza titoloAttualmente il livello di CO2 è arrivato addirittura al valore più alto degli ultimi 66 milioni di anni, come sostenuto recentissimamente da uno studio di Richard E. Zeebe, dell’Università delle Hawaii a Manoa. Inoltre la transizione tecnologica che alcuni paesi stanno compiendoin primis la Cina, USA e l’India, ovviamente – contribuirà ad efficentare realmente la produzione industriale e quindi ad abbattere le emissioni per unità di prodotto, ma la crescita demografica contribuirà largamente a vanificare questi miglioramenti. Questo punto è stato argomentato in modo significativo, tra gli altri, da Jorgen Randers in 2052. Rapporto al Club di Roma che prevede un superamento della soglia dei 2C° e quindi uno sforamento del Carbon Budget calcolato da Myles Allen.

Ciononostante il Carbon Budget resta uno degli strumenti più utili per avere un’idea quantitativa di quello che con ottime probabilità potrà essere il nostro futuro; se a livello globale il passaggio ad una nuova forma dell’economia fosse troppo lento e contraddittorio – cosa che in effetti sta già realmente avvenendo – allora si potrebbero avverare le previsioni peggiori prospettate dall’IPCC.

Giovani Pancani

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