RELIGIONE CHE PASSIONE!

come-fare-bene-spesa-supermercato-errori-da-evitare-1Teatro in un atto.

Personaggi:

Una presentatrice
Lapino De Cuniculis, sostenitore della religione del Coniglio Blu
Rino Ceronte, sostenitore della religione del Rinoceronte Rosa
Carlo Antonio Maria Mello, sostenitore della religione del Cammello Viola
Azzurra Ovipari, sostenitrice della religione dell’ornitorinco azzurro
Un ateo A caso
Ah, già. Dio.

Presentatrice – Signori e signore buonasera! Come state? E chi se ne frega! L’importante è che state e non ve ne andate. Anche morti fate share! Benvenuti a “Monologo aggressivo” lo spazio di dibattito del mercoledì sera qui su Telequalunque. Questa sera la rissa verbale (e speriamo non solo) sarà sul tema “Religione che passione”, una bella scazzottata su quale religione sia santa e giusta e quale debba bruciare all’inferno. Un dibattito di estrema attualità. Abbiamo qui per voi alla mia destra Lapino De Cuniculis, prete della Sacta Religio del Coniglio Blu. Buonasera De Cuniculis.
DC, entra saltellando e si siede – Buonasera a lei, infedele. Le auguro davvero che si goda a fondo questa vita perché ben presto soffrirà pene indicibili.
P – Ci spieghi, ci spieghi, De Cuniculis… quali sono le pene che la sua religione prevede, come e perché ci colpiranno in modo catastrofico e inevitabile.
DC – La nostra dottrina (ma che dico la nostra, LA dottrina) è questa: ben presto giungerà un enorme Coniglio Blu su questa terra e lanciando enormi uova di pasqua esplosive raderà al suolo tutta la civiltà umana uccidendo e dilaniando tutti i corpi.
P – Non c’è proprio nessuna possibilità di salvezza?
DC – Certo, una salvezza c’è: rispettare il codice di comportamento indicato dai sacerdoti del Coniglio, tra i quali ho l’onore di sedere. Le regole sono semplici ma tassative: camminare sempre saltellando, nutrirsi solo di acqua e carote, accoppiarsi continuamente e senza precauzioni con chiunque in modo da sovrappopolare il pianeta intero. Vivere in case seminterrate o del tutto interrate e annusare l’aria ogni mattina appena ci si sveglia in segno di devozione al Grande Coniglio. Solo così Egli al momento della Sua venuta ci farà l’immenso onore di risparmiarci e ripopolare la terra distrutta con noi conigliofili.
P – Ma che prove avete di tutto questo? Un testo sacro? Dei segni?
DC – Chiedere dei segni al Grande Coniglio è blasfemo. Sappiamo che è così e ci fidiamo, questo è tutto. In una parola, signorina, dogma. Anche le altre sedicenti religioni pagane ne hanno, non dovrebbe stupirsi.
P – Benissimo, come introduzione mi sembra che possa bastare. Diamo ora il benvenuto a Rino Ceronte, sacerdote del culto del Sacro Rinoceronte Rosa. Buona sera Vostra Eminenza.
RC, entra correndo a testa bassa e si siede – Buonasera, signorina.
P – Ci spieghi la sua religione.
RC – In poche parole il nostro credo (ma che dico il nostro, IL credo) parla del Rinoceronte Rosa che è in ognuno di noi, che lo si voglia negare o meno. Ovviamente negare la propria Vera Essenza ha delle conseguenze: insonnia, debolezza, malesseri in tutto il corpo, fitte, poi la vecchiaia e la morte.
P – La vecchiaia e la morte? Ma non capitano a tutti, forse?
RC – Certo. Ma solo perché nessuno di noi sa essere davvero fedele al Rinoceronte Rosa che è in lui. Tanto più si riesce ad amarlo, ad esserci in contatto e confidenza tanto meno si accusano malattie, malori, malesseri, malanni, malucci, malacci e maletti e tanto più tardi si finisce per schiattare.
P, interessatissima – Lei quindi mi dice che sarebbe una buona cura per le rughe?
RC – Certo! Assolutamente! La migliore possibile! Per le rughe, le tette cascanti, i capelli bianchi e i denti gialli, la pancia, le maniglie dell’amore e la cellulite. Lei rientri in armonia con il Rinoceronte Rosa che è in Lei e ne godrà subitanei risultati.
P – Che devo fare?
RC – Molto semplice: deve camminare sempre velocemente e a testa bassa, mangiare solo erbe brucandole dal piatto e senza toccarle con le mani e ogni mattina al risveglio tenere un uccellino appollaiato sul naso in segno di devozione al Grande Rinoceronte.
P – Solo questo? Sembra semplice.
RC – Beh, deve anche uccidere a colpi di corna chiunque entri in casa sua senza essere un membro della famiglia.
P – Ma io non ho le corna. Chi le ha?

Silenzio imbarazzato.

RC – Ehm… noi umani purtroppo le abbiamo perse da tempo per colpa del nostro allontanamento dal Rinoceronte Rosa primordiale. Per questo ci limitiamo a non invitare in casa nessuno. Ci ritroviamo solo negli spazi pubblici, le nostre case sono tabù. Ognuno a casa propria. L’asocialità rissosa è una delle nostre massime prerogative.
P – Ah, capisco! Come i fiorentini tipici.
RC – Esattamente. Come i fiorentini degli anni ’90.
P – Ma non potreste inventare delle finte corna con cui uccidervi?
RC – Le corna sono un dono riservato ai soli veri rinocerontofili, procurarsele con la beffa sarebbe una grave blasfemia!
P – Benissimo, diamo ora il benvenuto a Carlo Antonio Maria Mello, accolito della religione del Cammello Viola.

C. A. M. Mello entra cammellando e ruminando e si siede placido.

P – Buonasera Mello.
CM – Mah… buona… si fa per dire… buona… mah… sera… si fa per dire… sera…
P – Ehm, sì, certo, ci spieghi il suo culto, per favore.
CM – Mah… culto… si fa per dire… culto…
P – Come “si fa per dire culto”!?!? Che è venuto a fare lei qui stasera?
CM – Boh… non sapevo dove andare… mi hanno offerto un pasto caldo…
P – Allora se lo guadagni e ci spieghi la religione del Cammello Viola o la sbattiamo a dormire al freddo, stanotte!
CM – Tu non sarai mai nelle grazie del Cammello Viola, sorellina…
P – Va bene, come le pare, ma mi dica perché che così passo al prossimo ospite. Abbiamo degli impegni qui.
CM – Il Cammello Viola ci insegna la lentezza sorellina… ci insegna che solo ruminare e passeggiare senza fretta possono darci la salvezza. Il lavoro? Nooooooooooo… Lo studio? Nooooooooooo… La famiglia? Nooooooooooo… I doveri? Nooooooooooo… La politica? Nooooooooooo…
P – Va bene, va bene, abbiamo capito, e quindi che fare per vivere?
CM – Boh… un pasto qua, una coperta là…
P – Ma è orribile! Niente macchine!? Niente gioielli!? Niente cellulari!?
CM – Nooooooooooo…
P – Chi ve lo fa fare di avere una vita così orribile?
CM – È semplice, sorellina… se non segui l’insegnamento del Cammello Viola morirai presto e ti reincarnerai in erba, foglie e arbusti. Cibo per cammelli, insomma…
P – Ma mi faccia capire… chi crede nel Cammello Viola invece in cosa si reincarna?
CM – Stessa roba, sorellina… ma schiatta un po’ dopo…
P – Ehm… ma come fate a vivere più a lungo degli altri se non fate niente per vivere tranne questuare cibo e riparo a chi fa qualcosa per guadagnarseli?
CM – La tua è blasfemia sorellina… verrai ruminata, nella prossima vita, per questo…
P – Ma se uno non crede nel Cammello Viola ma aiuta voi cammellieri a sopravvivere?
CM – Allora si reincarna in un Cammello Viola, sorellina… è il destino a cui tutti aspiriamo…
P – Cioè, mi va a finire meglio se vi do da mangiare che se divento una di voi?
CM – Certo sorellina… è questo che il grande Cammello Viola vuole: premiare i premiati e spremiare gli spremiosi e se ti reincarni in un Cammello Viola poi puoi ruminare tutti i peccatori che in vita hanno peccato peccaminosamente che poi… peccaminosamente… si fa per dire… peccaminosamente… insomma, boh, la storia dovrebbe stare più o meno in questo modo, ecco… mi pare…
P – Va bene, va bene, ci ha detto anche troppo, passiamo direttamente all’ultimo ospite di questa sera: Azzurra Ovipari, iniziata della religione dell’ornitorinco azzurro.

Azzurra Ovipari entra con una camminata da valchiria, vestita come una fata, bella come una dea. Si mette a sedere con gesto da ninfa alata. Insomma, un vero cross-over di mitologie mondiali.

P – Buonasera signorina Azzurra, come sta? La vedo in splendida forma…
AO – Anch’io ti trovo bene mia cara, sempre splendida come tuo solito. Sei dimagrita?

P – Oh, sì, grazie… dài, parlaci del tuo interessantissimo culto. Sembra tutto così pulito ed elegante…
AO – Sì, certo… perché il grande Ornitorinco Azzurro desidera proprio questo: essere puliti, eleganti, efficienti sulla vita e nel lavoro, sempre sorridenti e affabili con tutti.
P – Come fate a essere certi dell’esistenza dell’Ornitorinco Azzurro?
AO – Sono inclinazioni personali, chi crede deve credere e chi crede in altre religioni è giusto che creda nelle altre religioni.
P – E chi non crede?
AO – Chi non crede è giusto che non creda, certamente. Sono inclinazioni personali, come dicevo poc’anzi…
P – E non ci sono pene per chi non crede nella vostra religione?
AO – No, certo, sarebbe impossibile: siamo per la pace e la collaborazione fra i popoli. Come potremmo non essere per la pace e la collaborazione tra religioni?
P – E per chi non crede in nessuna religione?
AO – Il grande Ornitorinco Azzurro è clemente con tutti, mia cara, con tutti…
P – Sembra in tutto e per tutto la religione del nuovo millennio, signora… ci spieghi un po’ la pratica che richiede: ci sono particolari riti o cerimonie?
AO – No, ognuno celebra la propria fede come e dove preferisce, nessuna gerarchia, nessun rito istituzionale.
P – Allora in che senso lei si definisce una “iniziata” di questo culto?
AO, sempre sorridente – Ah, si certo, il rito d’iniziazione, quello… è molto semplice, guardi, si tratta di indossare un paio di stivali da ornitorinco con le punte avvelenate e poi correre in un parco giochi per bambini uccidendone il più possibile. Totalizzate le cento vittime si raccoglie tutto il loro sangue, lo si beve e si diventa ufficialmente iniziati. È una cerimonia semplice e primordiale che ci ricorda il valore della vita nel momento della sua perdita e dell’infanzia nel momento in cui la si lascia. Ci insegna a vivere gioiosamente ogni attimo ed essere cordiali con tutti quelli che ci offendono. Perché non ne abbiamo più paura, dato che sappiamo che in ogni momento li potremmo uccidere o privare dei loro figli a calci.
P, agghiacciata, arretrando – Sì… ecco… molto interessante… ma… – tenendo l’auricolare all’orecchio – Sì, ecco, mi stanno dicendo dalla regia che c’è un altro ospite, che dobbiamo chiamare per parcondicio (che uggia questa parcondicio… non si può mai orientare un programma in santa pace…) – Presentiamo quindi Un ateo A caso! Prego, si accomodi, fottuto miscredente.
Ateo – Guardi che mi chiamo Sapienzo Sentenzio, e sono professore universitario presso l’ateneo di…
P – Bene, bene, non ce ne frega niente, tanto è ateo e quindi sicuramente un pezzente terrorista. Ma ci spieghi, ci illustri la sua teoria criminale per distruggere gli Stati Uniti.
A – Dove mi siedo?
P – Non ci sono più sedie, si sieda in terra o faccia come le pare, io una sedia non la faccio infettare dal culo di un ateo. Ma prego… stavamo dicendo?
A, rimanendo in piedi – Stavo dicendo che siccome nessuno di questi signori ha portato prove razionali a sostegno dell’esistenza delle loro divinità secondo la scienza moderna nessuno deve credere a una sola parola di quanto hanno detto e si dovrebbero bandire dallo Stato tutte le loro retrograde paganerie teistiche per dare spazio alla Verità Scientifica. Quando non si hanno informazioni riguardo all’esistenza o meno di una cosa, la si deve negare. Mi pare ovvio.
P – E la verità scientifica cosa sarebbe? Lei vuole negare l’anima? Sostenere che il potere costituito fa acqua? Affossare le struttura millenarie? Vuole distruggere tutto? Sostenere che ha ragione Al Qaeda? Ci spieghi nel dettaglio le sue argomentazioni in favore del terrorismo armato.
A – Ma se le ho appena detto che le religioni dovrebbero essere messe al bando! Come fa a pensare che io sostenga l’estremismo islamico!?
P – Via… non faccia il timido… lo sappiamo bene che è  tutto un complotto ateo-ebraico-musulmano-comunista-massone-estremista-terrorista-intellettualista-negrofilo-secessionista-anabattista-valdese-oltranzista-ecologista-alieno-satanista… con noi può parlare liberamente… il pubblico da casa lo sa…
A – EH!? Scusi, può ripetere?
P – Lasciamo perdere e diamo il via al dibattito… siete pronti?

Tutti si tirano su le maniche, si massaggiano i muscoli, fanno gesti da wrestlers vissuti.

P – Pronti… attenti… via!

Parte una musica techno e luci stroboscopiche, tutti si picchiano selvaggiamente tranne la presentatrice, che si gode soddisfatta lo spettacolo apostrofando ogni tanto con un “fate piano, bambini – La sabbia negli occhi no… – Niente colpi sotto la cintura. ecc.”. Ma sono tentativi di mediazione evidentemente finti e mirati al proseguimento sempre più sanguinoso della rissa.
Di colpo si fermano le luci colorate (senza spengersi) e la musica. Appare un’enorme luce dall’alto. Una voce fuori campo esclama:

Dio – Ehilà, gente! Come butta?
Presentatrice – Fermi tutti! Abbiamo un collegamento telefonico con Dio.

Tutti si bloccano, si sistemano le vesti.

P – Ci dica signor Dio, allora… ci sveli… lei è un coniglio blu? Un rinoceronte rosa? Un cammello viola? Un ornitorinco azzurro?
D – E che ne so? Non c’ho mica specchi in casa, io… – scoppia in una grassa risata.
P – Ehm… ci dica almeno come e perché lei ha creato il mondo…
D – Mi annoiavo… sai… l’eternità è lunga… però anche voi lasciati a voi stessi dopo un po’ siete veramente una palla! Allora per farmi quattro risate in più ho inventato un monte di culti diversi per vedervi scannare un po’… figo, no? Dopo un po’ di anni poi mi sono annoiato di nuovo perché eravate diventati un po’ pallosetti da quando vi avevo mandato giù mio figlio, perciò ecco che TACKETE! Un bel Martin Lutero fra capo e collo! Devo dire che poi mi sono divertito davvero un sacco. Non ho avuto bisogno più di toccare nulla: avete fatto tutto voi.
P – Ma come, signor Dio!? Le crociate, le guerre di religione, gli attentati, l’inquisizione…
D – Boh, vista da qua è un gran caleidoscopio comico, voi umani siete veramente ridicoli!
Tutti in coro – Ridicoli!?
D – Ma sì… prendete tutto troppo sul serio… Dio c’è… Dio non c’è… Dio è così, Dio è cosà… ma chi se ne frega, fatevi la vostra vita.
P – Ma così lei getta la ricerca spirituale nel menefreghismo!
D – Macché menefreghismo! Siete voi che a forza di occuparvi del colore dei capelli di Dio o non Dio diventate una massa di isterici menefreghisti: vi ho dato un mondo, alla fine neanche brutto. Un po’ di manutenzione… Cristo!
P – Ma che fa, bestemmia?
D – No, richiamavo mio figlio qua davanti che non la smette di fare sgommate sulle mie nuvole persiane con quel cavolo di motorino nuovo che gli ho comprato! Cristo! Falla finita! Papà sta lavorando.
Voce in lontananza – A pà, chi sfotti? M’oo dici sempre anche te che nun fai mica ‘n lavoro serio…
P – Signor Dio, la sua condotta ci lascia sbigottiti, ma almeno adesso ci ha dato delle risposte. La ringrazio.
D – Ma che ti ringrazzi lecchina!? Ti faccio delle domande e te te le rivendi come risposte!? Ma certo che siete proprio incorreggibili, laggiù!
P – Beh, intanto almeno ci ha assicurato che esiste… sennò come avrebbe fatto a telefonarci?
D – E chi te l’ha detto? Hai rintracciato il numero della chiamata? Potrei pure essere uno scherzo telefonico, no? Cristaccio! Smettila, ti buco le gomme!
Voce in lontananza – A pà li chiodini no, lo sa che nun me piacciono…

Dio riattacca, la luce che veniva dall’alto si spenge. Silenzio imbarazzato.

De Cuniculis – Beh, se non c’è nessuna certezza…
Ovipari – … se non c’è nessuna sicurezza sulla sua esistenza e sul suo operato…
Ceronte – … allora…
Ateo – … allora tanto vale…
Mello – … che ci continuiamo a scannare!

Tutti tranne la presentatrice ricominciano a darsi gran catonfi e malrovesci. Mentre vengono portati via da un paio di guardie col manganello:

Presentatrice – Bene, signori… è evidente una cosa, fuori da ogni dubbio: gli esseri umani riescono sempre a trovare la via migliore per convivere. Spengere il cervello, ignorare responsabilità e affetti: ecco la vera grande strada dell’evoluzione, che ci porterà al punto supremo in cui ne resterà soltanto uno. E quell’uno, chiaramente, non potendosi accoppiare si estinguerà. Perciò siate felice e fregatevene di tutto: l’estinzione si avvicina e l’unica cosa importante è strappare violentemente al prossimo un pezzetto di godimento in più. Godete del male altrui! Fategliene il più possibile! Fatene a voi stessi e godete del male che vi fate! Chiudetevi gli occhi se proprio non riuscite ad essere bastardi! O almeno rintanatevi nella sicurezza che non c’è niente da fare. Questo e altri meravigliosi insegnamenti verranno sviluppati mercoledì prossimo, nel nuovo appuntamento di “Monologo aggressivo”. Arrivederci. E mi raccomando: dormite male. Così magari vi svegliate isterici, ammazzate qualcuno e io ci posso fare una trasmissione o due. Buon proseguimento di serata.

Guido G. Gattai

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