IL TRAVESTITISMO VIRTUALE come PERVERSIONE MINIMALE

isteriaDa quando esiste la rete è possibile entrare in contatto con altre persone celando del tutto la propria identità. Nessuno può sapere se la persona con cui sta parlando in un Forum o in una Chat, o con il quale combatte in un gioco on-line è quella che realmente dice di essere. Di più, è persino difficile sapere se due utenti diversi corrispondono o meno alla stessa persona: siamo completamente all’oscuro, non è possibile alcuna conoscenza autentica della persona con la quale stiamo interagendo.

Questa situazione offre l’opportunità a chiunque di attraversare molte comunità diverse senza poter essere identificato realmente: una persona può avere migliaia di identità virtuali. Questo anonimato virtuale tende a disinibire chi comprende le infinite possibilità della rete: il timido diviene arrogante, il represso mostra le sue perversioni, si trova sempre uno spazio nel quale essere accettati.

Ma spesso nemmeno questo basta: molti provano una qualche forma di piacere o soddisfazione nello spacciarsi decisamente per qualcun altro, creando delle vere e proprie PERSONALITA’ alternative. Una delle forme più comuni di questa pratica è il TRAVESTITISMO VIRTUALE. Molti uomini in rete fingono di essere donne, solitamente giovani, belle e “disponibili”.

Sono quasi sicuro che la maggior parte degli uomini che lo fanno non hanno tendenze omosessuali né sono dei veri travestiti. O comunque queste tendenze sono così lievi che non incidono affatto sulla loro vita, perché troppe altre cose dovrebbero essere stravolte (in primis il rapporto con la famiglia) per seguire tali tendenze; ma nella rete invece con l’immissione di una identità fasulla non si modifica molto né il mondo né la propria vita, per cui le tendenze compromettenti possono avere libero sfogo.

E credo che in questo non aver conseguenze consista il vero fascino del travestitismo virtuale. In questa spensieratezza, in questo “tanto non succede nulla”. Esso ha un carattere minimale, poiché ricopre una parte minimale della vita dell’individuo. Non porta conseguenze o responsabilità per chi lo fa, uno può abbandonarsi pubblicamente ad ogni tipo di fantasia senza temere alcuna ricaduta sulla propria vita. Nell’identità virtuale fasulla l’uomo è libero di esprimersi di fronte agli altri come più gli piace e di far credere loro ciò che preferisce. Vive una sorta di delirio di onnipotenza , egli nella sua identità immaginaria può fare tutto, può essere chiunque.

Matteo Innocenti

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