6 TIPI di RAZZISMO

213438981-f8cdb8d3-55ca-4720-bb22-96ddb657ebd2Il razzismo non è uno solo, ci sono almeno 6 modi di essere razzisti molti dei quali addirittura in contrapposizione. Quasi ogni dibattito riguardo al razzismo è malfunzionante a causa del fatto che crediamo che ce ne sia uno solo e quindi facciamo una gran confusione riferendoci a cose molto diverse e credendo di parlare della stessa.
Ho quindi deciso di specificare la funzione reale di alcuni termini malutilizzati nel dialogo quotidiano e di riempire i vuoti semantici coniando qualche termine nuovo, in modo da rendere possibile fare un po’ di ordine e chiarezza.

XENOFOBIA: ti odio perché sei X
da ξένος “straniero” + φόβος “paura”

Questo è l’unico razzismo in senso proprio assieme al suo uguale e contrario, la XENOFILIA. Gli altri vengono solitamente chiamati “razzismo” in modo del tutto improprio perché non si riferiscono alla genetica ma alle posizioni culturali o filosofiche.
Lo xenofobo è colui che odia X in quanto X.
Ad esempio, se X sono “i neri”, lo xenofobo odierà i neri in quanto neri e quindi se si presenta un nero lo odierà comunque qualsiasi cosa il povero malcapitato faccia. Se X sono “gli ebrei” odierà sempre e comunque qualsiasi ebreo, se sono “i tedeschi” odierà sempre e comunque qualsiasi tedesco.
Possiamo dire senza ombra di dubbio che lo xenofobo è uno stupido ed un pericolo per la società, perché nessun X è mai un male in quanto X e anche perché nessuno può cambiare la propria genetica, quindi l’unica opzione politica per lo xenofobo è usare violenza sul gruppo X. Perciò è – per definizione – pericoloso. E non gli deve essere mai dato, per nessuna ragione, alcun diritto di esprimersi in una democrazia, perché se si esprime lui lede automaticamente e inevitabilmente i diritti fondamentali di altri.

FEMEFOBIA: ti odio perché sostieni X
da φημί “manifestare la propria opinione” + φόβος “paura”

Il femefobo non è colui che odia X in quanto X ma in quanto parte del gruppo g(X).
Ad esempio, se X sono “i neri” non odierà un nero che fa il ragioniere ma uno che esprime la sua cultura di origine suonando percussioni africane e vestendosi in modo colorato. Se X sono “gli ebrei” non odierà un ebreo convertito o un ebreo ateo ma solo quello che va assiduamente in sinagoga oppure che diffonde la propria cultura. Nel peggiore dei casi brucerà i luoghi di culto ebraici ma non alzerà un dito contro chi, nato ebreo, abbia rifiutato la propria cultura. Se X sono “i tedeschi” non avrà niente contro un tedesco che sia andato a vivere in un altro paese e schifi la propria nazione – come Nietzsche o Hesse – ma odierà quei tedeschi che restano in Germania e amano la propria cultura.
Il femefobo, non odia meno individui dello xenofobo, però. Perché se è vero che dal suo odio si escludono coloro che sono X ma rifiutano di esserlo, è anche vero che il femefobo odia anche chi NON è X ma vorrebbe esserlo, quindi se X sono “i neri” lo xenofobo non odierà il ragazzino bianco che ascolta musica afro e studia swahili, perché alla fin fine per quanto ci provi non è nero, mentre il femefobo lo odierà eccome, proprio perché prova a diventarlo.
A differenza dello xenofobo, però, il femefobo è uno con cui si può trattare in democrazia. Perché, se la propria genetica non si può cambiare a comando, la propria cultura è qualcosa di molto più gestibile, malleabile e modificabile. Per quanto possa essere una persona con cui il dialogo è difficile, io credo che non i femefobi si possa e si debba dialogare in democrazia. Soprattutto perché in democrazia fin dove si può dialogare si deve farlo, altrimenti non è più democrazia, e – come detto – con i femefobi il dialogo può essere molto difficile ma non impossibile.

EPINOFOBIA: ti odio perché odi chi non è X
da ἐπίνοια “disegno, proponimento, intenzione” + φόβος “paura”

L’epinofobo non odia X in quanto X né la cultura del gruppo X, si limita ad odiare chi voglia trasformare X in un gruppo eletto oppure chi voglia trasformare in X tutto il resto del mondo.
Ad esempio, se X sono “i neri”, l’epinofobo non niente contro un nero, né contro la cultura dei neri, ma odia chiunque sostenga che i neri siano una razza superiore o si metta in mente di far estinguere i bianchi. Se X sono “gli ebrei” non ha niente contro gli ebrei o contro la Torah e la musica Yiddish, ma odia la teoria sionista che mette gli ebrei al centro del mondo e vuole spazzare via chi gli si oppone e trasformare in schiavi tutti i non ebrei rimasti. Se X sono “i tedeschi”, l’epinofobo non ha niente contro i tedeschi, e magari ama anche la lingua tedesca, la musica tedesca, la letteratura tedesca e chi più ne ha più ne metta ma odia fortissimamente l’idea di razza ariana propagandata dal nazismo di Hitler per cui ogni non-tedesco deve essere ucciso o schiavizzato.
A differenza dello xenofobo, che deve essere messo a tacere, e del femebofo, con cui si può parlare, l’epinofobo è un elemento indispensabile in democrazia, anzi ogni persona che si candidi in una democrazia progredita dovrebbe avere un’epinofobia ben radicata in ogni direzione. Senza epinofobia si rischia che un gruppo prenda il potere e spazzi via o quanto meno vessi tutti gli altri.

XENOFILIA: sei il migliore perché sei X
da ξένος “straniero” + ϕιλία “amore, amicizia”

Secondo razzismo in senso proprio, la xenofilia è l’atteggiamento opposto alla xenofobia e sostiene che X, in quanto X sia migliore.
Ad esempio, se X sono “i gay”, “le donne” o “gli immigrati”, lo xenofilo sosterrà che questi gruppi sociali non debbano essere accettati ma osannati e ritenuti superiori, quindi dovranno essere titolari non di diritti in meno di privilegi in più rispetto agli altri. Si potrebbe chiamare, per capirsi, una forma di razzismo “uguale e contrario”.
Esattamente come la xenofobia, la xenofilia non può che essere tagliata fuori dal dibattito democratico. Se la sia lascia parlare non potrà che opprimere tutti coloro che non sono X.

FEMEFILIA: sei il migliore perché sostieni X
da φημί “manifestare la propria opinione” + ϕιλία “amore, amicizia”

All’opposto della femefobia, la femefilia sostiene che la cultura del gruppo X sia migliore di ogni altra e che, di conseguenza, tutte le altre siano inferiori.
Ad esempio se X sono “i cinesi”, “gli americani” o “i russi” si farà in modo che la cultura di questi popoli diventi l’unica cultura dominante e tutte le altre culture ne vengano schiacciate.
Come nel caso della femebobia, anche con la femefilia si può dialogare in democrazia, ma comporta molti più problemi della sua gemella negativa; infatti mentre il femefobo esclude una sola cultura, il femefilo le esclude tutte tranne una.
La femefilia va quindi, se non espulsa da uno stato democratico, quantomeno tenuta sotto strettissimo controllo e arginata quanto più possibile. Come e più della femefobia.

EPINOFILIA: sei il migliore perché odi chi non è X
da ἐπίνοια “disegno, proponimento, intenzione” + ϕιλία “amore, amicizia”

L’epinofobia, come ormai sarà chiaro prima ancora che lo spieghi, è quella convinzione folle che sostiene che la cosa migliore da fare sia escludere e vessare chiunque non sia X.
Nel caso in cui X siano “i tedeschi” sarà quindi epinofilo chi è nazista o chi – per assurdo – non sia nazista (perché magari è nero o italiano) ma sostenga che i nazisti hanno ragione e – in preda a una terribile sindrome di Norimberga – goda nell’essere represso. Nel caso egli ebrei sarà epinofilo il sionista o qualche pazzo palestinese che crede sia giusto essere bombardato e via dicendo.
Per paradosso l’epinofilo potrebbe anche essere più amichevole delle due prime forme di “filia” ovvero il nazista potrebbe essere clemente verso l’ebreo che trovasse giusto essere discriminato e divenire schiavo del Reich oppure il sionista potrebbe essere clemente verso il palestinese che accettasse di buon grado e con gratitudine di fare il poggia piedi per tutta la vita.
Inutile dire che l’epinofilia è il nemico naturale della democrazia.

Fatte queste distinzioni spero che – almeno per chi leggerà questo scritto – il dibattito sul razzismo diverrà più semplice, ci si capirà un po’ di più, e ci si odierà un po’ di meno.

Guido G. Gattai

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