CHE ARIA TIRA NELLE SCUOLE

scuola-protesta.jpgQuando mi chiedono cosa penso della situazione studentesca non so mai cosa rispondere. A Firenze non siamo messi male, perché chi vuole cambiare la situazione odierna ci prova con tutte le risorse a disposizione, ma il problema è che mancano i diretti interessati.
Sono fortemente convinta che la voce debba partire innanzi tutto da noi studenti, noi siamo il futuro e noi possiamo cambiare le cose. Purtroppo sono in pochi a pensarla in questo modo, lo posso vedere nella mia città, nella mia scuola, nella mia classe. Noi proviamo ad informare e a far realizzare che insieme possiamo davvero cambiare qualcosa, magari non tanto, ma qualcosa sì.
Quando si consegnano i volantini si ritrovano quasi tutti nel cestino, se si organizzano incontri o assemblee la partecipazione è scarsa, e quei pochi che ci sono neanche ascoltano. La cosa che mi dà più fastidio sono i miei coetanei che si lamentano, ma che intanto non fanno nulla per cambiare. Noi la possibilità di informarsi e di partecipare ad eventi di vario genere la diamo, per mezzo di facebook, volantini, a voce, con inviti di persona…
Non sto dicendo che debbano partecipare tutti gli studenti e le studentesse di tutte le scuole ad ogni assemblea, corteo o altro, non sto neanche dicendo che se partecipassimo tutti la situazione cambierebbe drasticamente e all’istante; credo che già il solo fatto di essere consapevoli circa ciò che sta accadendo intorno a noi sarebbe un buon passo avanti, adesso mi accontenterei anche “solo” di questo.
Mi viene in mente l’esempio della buona scuola; l’anno scorso abbiamo organizzato, a scuola nostra, un’assemblea su questa riforma, dato che ci sembrava importante far capire di cosa trattasse; le persone attente, in tutta l’assemblea, probabilmente si contavano sulle dita di una mano.
Quando abbiamo volantinato per i cortei contro la buona scuola la prima cosa che chiedevo ero “voi sapete cos’è la buona scuola?”, nessuno mi ha risposto di sì, quando la riassumevo mi guardavano tutti sorpresi come se avessi parlato loro di alieni; ma io non stavo parlando di alieni, stavo parlando di una riforma che già dall’anno scorso è entrata in vigore in molte scuole, stavo parlando di una riforma che ci coinvolge pienamente.
Non mi sto lamentando di coloro che non vanno ai cortei, di chi non occupa o di chi non la pensa come me, vorrei semplicemente che le persone si rendessero conto che volendo si può cambiare la situazione, se si vuole davvero qualcosa un modo per ottenerla lo si trova, sempre.
Credo che già informandosi e cercando di far crescere dentro di noi una consapevolezza sulla situazione generale odierna potrebbe servire a cambiare il contesto in cui viviamo, basta volerlo.

Elisa Ambregi,
liceo Pascoli di Firenze

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