Il principio della VMI

Molti problemi morali potrebbero essere risolti applicando il principio della VMI (Violenza Minima Indispensabile). Ma che cos’è? Si tratta, in realtà, di un principio semplice e vecchio come il mondo ma che spesso sfugge nei dibattiti pubblici o anche solo nei dibattiti privati tra persone. Per questo mi sembra utile dedicargli un post che provi a chiarirlo.
Le posizioni verso la violenza non sono 2 come spesso si crede (violenza e non violenza) ma almeno 4, se vogliamo trattare questo problema con efficacia e trovare delle risposte solide:

1) la non-violenza è la scelta di azione che evita sempre e comunque qualisiasi uso della violenza.
2) la VMI (Violenza Minima Indispensabile) è quella dose di violenza che – se non esercitata – porta a chi non la esercita una danno irreparabile.
3) la VRI (violenza a risultato incalcolabile) è quella violenza che – se esercitata – non si può sapere con certezza se ci porterà un vantaggio.
4) la violenza eccessiva è quella violenza che, in quanto ex-cede, non è ai utile. Non essendo utile può solo essere inutile o dannosa e – siccome stiamo parlando di violenza e la violenza senza danno non si da – può essere solo dannosa.

Di queste 4 l’unica che dia veri problemi è la VRI. La VMI è sempre la strada da percorrere, la violenza eccessiva non lo è mai, la VRI è il vero probelma che rimane da risolvere. Spesso si hanno probelmi a difendere la non-violeza da un punto di vista etico, o anche a difendere la violenza e ci facciamo molti più problemi di quelli che potremmo farci usando logica e linguaggio in modo più utile: veri casi di VRI, se iniziamo a comprendere questo schema a quattro, vediamo subito come siano molti meno di quelli che si potrebbe credere. Questo schema infatti ne risolve la maggior parte. Facciamo subito qualche esempio per chiarire di cosa sto parlando.

ESEMPIO DEL CANNIBALE
Non si può uccidere un essere umano. Non si può mangiare un essere umano. Se mi trovo su di un’isola deserta e siamo solo in due come mi devo comportare? Non-violenza: no, non posso ucciderlo neppure se cerca di uccidere me. VMI: non posso ucciderlo, ma posso mangiarlo se è già morto. VRI: posso ucciderlo perché spero di guadagnare così il tempo sufficente ad essere trovato e salvato. Violenza inutile: posso ucciderlo e mangiarlo anche se so già che questo non mi salverà in alcun modo perché i dati in mio possesso possono garantirmi senza possibilità d’errore che non sarò mai trovato e salvato in tempo.
Come possiamo vedere 3 di questi 4 casi sono facile percorrenza, ovvero: scelta la via la si può percorrere senza dubbi ulteriori. L’unico caso veramente dubbio, l’unica strada difficile da seguire è quello in cui si applica il principiio della VRI. Infatti per quanto io possa avere più o meno dati, se non ho la certezza assoluta che in conseguenza al mio gesto verrò salvato, rischio di prendere la strada della VRI ma trovarmi poi, di fatto, ad aver compiuto violenza eccessiva.

ESEMPIO DEL VEGETARIANO
Un argomento che si usa contro il vegetarianesimo è: “ma la carne è buona!”. Chiaramente qui la VMI non è rispettata: io vivo benissimo senza uccidere mucche e questo non mi fa alcun male. Altro argomento: “Ma anche le piante soffrono!”. Chiaramente ci sono studi a riguardo ma se non mangio piante muoio, quindi posso dispiacermi quanto si vuole per la strage di piante che commetto ma la VMI mi impone di mangiarle. Per dirla tutta anche la non-violenza, almeno nella formulazione di Gandhi, prevedeva il consumo di piante. Ma è anche vero che gli studi sulla sensibilità delle piante sono modernissimi, non c’erano ai tempi di Gandhi. Mi viene però da pensare che Gandhi, oggi, avrebbe scelto la VMI e non la non-violenza, proprio per la nascita di questi studi.

ESEMPI VARI
Chiaramente l’elenco degli esempio potrebbe essere sterminato ma è chiaro che il principio della VMI, se seguito, chiarisce una volta per tutte che
a) uccidere per difendersi da una minaccia di morte NON è una colpa,
b) la guerra dei nazisti o di Napoleone, in quanto di conquista, erano guerre colpevoli mentre quelle dei vietnamiti o dei polacchi, in qunato guerre difensive, erano perfettamente legittime. E lo sarebbero rimaste anche se – per paradosso, avessero fatto più vittime tra i loro invasori di quante i loro invasori ne avessero fatte nei loro popoli.
c) la violenza contro le manifestazioni non violente è sempre eccessiva, quindi dannosa.
E via dicendo.

Spero che la cronaca nera e la politica internazionale siano molto più chiare adesso dopo questa piccola messa fuoco.

Guido G. Gattai

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