American Gods

È una serie tv americana basata sull’omonimo libro di Neil Gaiman, la serie è molto recente – infatti la prima visione è stata nel 2017.
Il protagonista della serie è un ex carcerato condannato a 3 anni di reclusione per una rapina in un casinò, Shadow, che per la morte della moglie viene rilasciato 3 giorni prima.
Tornando a casa ha un incontro con un uomo misterioso: Mr wednesday, che dopo averlo stupito con le sue conoscenze sul suo conto, gli propone un lavoro come guardia del corpo in cambio di un lauto pagamento.
Lo trascinerà in varie avventure che lo porteranno a capire che il mondo non è come lo credeva: tutti i personaggi sono degli dei di varie culture o periodi storici diversi.
Il viaggio di Shadow Moon e Wednesday per gli Stati Uniti alla ricerca di vecchie divinità, che con il passare del tempo stavano perdendo fedeli a causa dei nuovi e potenti dei (soldi, televisione e media) che al contrario vengono amati, è finalizzato alla preparazione per una guerra tra dei antichi e moderni.

Il primo episodio non mi è piaciuto per niente: è confuso, lento, noioso e incomprensibile: non riuscivo a capire il collegamento tra i personaggi. Di solito il primo episodio di una serie è sempre abbastanza incomprensibile ma dovrebbe anche intrigare a continuare la visione e sinceramente non mi ha invogliata molto. Andando avanti mi sono ricreduta molto e devo dire che è stato piacevole. Il mio personaggio preferito è stato Mad Sweeney perché sembra egoista, freddo e distaccato con tutti; nell’episodio 7 però (il mio preferito) viene raccontata la sua storia che è veramente molto bella. Gli episodi sono 8 e c’è solo una stagione, durano un’ora ma scorrono abbastanza bene anche se non ci sono descrizioni e perciò occorre concentrarsi. La serie è impegnativa perché bisogna seguire tutto e anche intuire alcune cose ma nel complesso mi è piaciuta: è estremamente attuale, oggigiorno siamo circondati e assuefatti da questi cosiddetti “dei moderni” che ci spingono a preoccuparci solo dell’apparenza, nessun contenuto. Fa riflettere anche sul potere che ha la tecnologia, che lentamente si sta sostituendo a noi provocando una vera e propria dipendenza da essa.

Gemma Pallanti

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