BAMBINIZZAZIONE E PEDOCRAZIA

Il consumismo ha due tendenze curiose: mira a farci diventare tutti bambini (bambinizzazione) e poi a far comandare chi tra noi è più bambino (pedocrazia). Ci avrete sicuramente già fatto caso.
BAMBINIZZAZIONE: I giocattoli si usano sempre più a lungo, i pezzi di plastica inutile, i videogiochi, i cartoni animati e chi più ne ha più ne metta, un tempo erano appannaggio solo dei bambini piccolissimi, poi sono risaliti piano piano sempre più in alto nelle età e si sono espansi sempre più in largo nella società. Oggi ci sono giocattoli, video giochi e altri divertimenti inutili per ogni età. Mangiamo cibi confezionati e zuccherati, come tanti bambini che hanno bisogno di essere azzittiti perché i “grandi hanno da fare”.
Questo aspetto del consumismo ha 2 effetti interessanti dal punto di vista del potere centrale: innanzitutto (1) questo “essere messi buoni” di massa fa ai popoli quello che i genitori fanno ai bambini. Li mette buoni. Fa sì che i popoli non disturbino “i grandi”, che in questo caso sono le pure e semplici leggi di un mercato (quello consumista) che li sta portando verso l’estinzione di massa. Inoltre, trasformare tutti in bambini, anzi più precisamente in bambini viziati, (2) aiuta il divide et impera che da sempre è chiave di ogni struttura di potere. Se tutti diventano insopportabili ed indesiderabili, la coesione sociale diminuisce, la solidarietà si indebolisce, c’è sempre più bisogno di un potere centrale. Appunto.
Alejandro Jodorosky chiama questo atteggiamento “il gioco del bambino”: questo “sentirsi”bambini” che ad ogni età può essere o non essere “giocato”. Ad esempio, seguendo i suggerimenti di Erasmo da Rotterdam si può fare come fanno i bambini ebrei, che imparano prestissimo a leggere e far di conto, uscendo così molto presto dal “gioco del bambino” che è anche e soprattutto un gioco del “non mi riguarda”, “mi lascio cullare, mi lascio trasportare”. Il problema del “gioco del bambino” è che diviene sempre più difficile uscirne tanto più diventa un’abitudine. E noi oggi abbiamo gente che compra bambolotti fino a 50 anni chiamandoli “oggetti da collezione”.
PEDOCRAZIA: La pedocrazia è, poi, la “ciliegina sulla torta”. I bambini possono essere più facilmente indottrinati alle nuove e meravigliose leggi del mercato, e – mentre li si indottrina con facilità – ovviamente si fa anche sì che comandino sugli adulti, che sono un po’ meno succubi delle leggi che vogliamo che tuttala popolazione segua.
Così, mentre i popoli vengono trasformati in masse di bambini che piangono e urlano se non hanno il ciuccio (o meglio: se non hanno tutti i loro vari tipi di ciuccio), allo stesso tempo si rendono schiavi i genitori dei figli, in nome di una libertà malinterpretata che è mancanza di disciplina ed educazione. Questo, ancora una volta, ha un duplice effetto positivo per il potere centrale: da un lato neutralizza il potere che i genitori hanno di insegnare ed educare, cioè di sottrarli all’apprendimento di comportamenti che li danneggeranno. Dicendo al discepolo che il maestro è lui si evita ogni forma di apprendimento, dicendo che il vecchio è “bacchettone” si evita ogni forma di apprendimento di una possibile educazione che porterebbe a risultati concreti nella vita, ad un’indipendenza emotiva dal branco e ad un’autonomia ideologica dai media del main stream. Dall’altro lato, questo rende molto sconsigliabile avere figli: il figlio viziato di un mondo consumista tutto vuole tranne che avere tra i piedi uno ancora più viziato di lui che possa contendergli i suoi piaceri edonistici e mettergli i piedi in testa. Questo va nella direzione di una rapida diminuzione demografica di cui il potere centrale ha assoluto bisogno per riuscire a sopravvivere.
Perché oggi il potere centrale ha bisogno di una massiva riduzione della popolazione? Semplice: quando la forza lavoro degli umani era importante ci volevano umani per dare ai pochi ricchissimi determinati servizi. Oggi, invece, il potere centrale ha scoperto che il consumismo gli da (1) le potenzialità tecnologiche di fare a meno di così tanta gente, (2) la possibilità di controllare perfettamente la popolazione ma solo a prezzo di un grande consumo di materie prime, quindi la popolazione può essere perfettamente controllata ma deve essere poca e (3) la gran paura derivante dal fatto che presto le materie prime finiranno e quindi senza una drastica riduzione della popolazione ci sarà un cambiamento di sistema sociale. E, ovviamente, ogni sistema sociale, tende a provare di tutto prima di lasciarsi soppiantare da un altro.
Quindi i bambini dobbiamo essere noi, una gran massa di viziati insopportabili che non ne vogliono altri fra i piedi.
Oppure, potremmo scegliere di crescere. Che è duro, faticoso, ma è anche l’unico accesso alla felicità.

Guido G. Gattai

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